Effetto Brexit turismo Taormina
Cosa cambierà con la Brexit?

Remain o leave? Il 52 per cento degli inglesi ha scelto di uscire dall’Unione Europea. La Gran Bretagna è fuori, anche se ci vorranno almeno due anni per sciogliere tutti gli obblighi contrattuali e rinegoziare gli accordi tra Bruxelles e Londra. E mentre l’Europa incassa il colpo assestato dall’esito del referendum inglese, in Italia ci si interroga sugli effetti politici, economici e finanziari che la Brexit potrebbe portare nel nostro paese.

Cosa cambierà con la Brexit? E’ tra le domande più digitate sui motori di ricerca. Viaggi, studio, lavoro cosa cambierà nel nostro modo di muoverci in Europa? E i giornali di oggi propongono una lunga lista di “effetti Brexit”. Per gli studenti universitari occorrerà un visto studio – scrive La Repubblica. Destino diverso per chi è in Gran Bretagna da almeno cinque anni e paga le tasse che può richiedere un permesso di residenza e la cittadinanza. Per i turisti, invece, non cambierà nulla: le vacanze da e per Londra si continueranno a fare. Sembra inconcepibile che la Gran Bretagna richieda un visto turistico per i cittadini italiani perché, se rovesciamo la medaglia, anche gli inglesi avrebbero bisogno di un visto per visitare l’Italia.

Cosa cambierà per Taormina? Lo abbiamo chiesto al presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina, Italo Mennella. «Niente panico, nell’immediato di certo non cambierà nulla – esordisce Mennella- E’ ancora presto per calcolare il peso dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue e quindi della svalutazione della sterlina sull’industria del turismo. Qualche effetto potrebbe esserci ma non nel breve periodo, calcolando che dovranno passare almeno due anni di negoziati prima dell’uscita definitiva e soprattutto tenendo in considerazione che la stagione 2017 a Taormina è già stata chiusa». Un discorso a parte meritano le tariffe degli aerei, che per esempio, nei casi delle compagnie low cost sono bassi soprattutto grazie al mercato unico da cui il Regno Unito ha appena deciso di uscire. «Per quanto riguarda i voli aerei qualche condizione potrebbe essere rinegoziata ma è ancora presto per fare delle previsioni. In due giorni è stato detto di tutto sulla crisi del settore turistico dovuto alla Brexit, credo che molto – continua il presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina – dipenda da come si assesterà la sterlina, è sempre stata una valuta forte anche prima dell’euro, quindi non credo ci saranno ripercussioni sul turismo verso l’Italia e verso Taormina».

«Il Regno Unito è il primo mercato a Taormina», ha sottolineato Italo Mennella. Nei primi quattro mesi del 2016, da gennaio ad aprile, i turisti inglesi che hanno visitato la Perla dello Jonio sono stati 12 mila 700 andando a confermare il trend positivo del 4,79% dello scorso anno. «Gli inglesi amano Taormina – evidenzia Mennella – e sono convinto che non ci tradiranno. Dobbiamo aspettare gli sviluppi futuri prima di fare delle previsioni più attendibili. In ogni caso dobbiamo essere ottimisti – conclude il presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina – e arginare il terrorismo, figlio della disinformazione, Non dobbiamo cedere a quell’effetto domino che porta a non assumere personale, abbassare i prezzi e stringere la programmazione».

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