Gran Hotel Mazzarò Sea Palace Taormina
Gran Hotel Mazzarò Sea Palace Taormina - Foto Franco Motta ©2016 - Grafica TaorminaToday ©2016

Un’operazione da 30 milioni e un altro possibile colpo di scena all’orizzonte. Gli alberghi taorminesi di Nino Pulvirenti, Atlantis Bay e Mazzarò Sea Palace, passano ufficialmente in gestione ad Alpitour e proprio la società torinese potrebbe presto, a sua volta, trovarsi al centro di un’ulteriore operazione milionaria.

Il colpaccio di Pulvirenti. Ma (ri)partiamo, dunque, dalla notizia che vi abbiamo dato in esclusiva nei giorni scorsi. Tutto confermato, affare fatto e nuova gestione già avviata negli alberghi di Taormina mare del gruppo Finaria, di proprietà dell’ex presidente del Catania Calcio, Pulvirenti. Le parti hanno sottoscritto un contratto con affitto d’azienda pluriennale che decreta l’uscita di scena della Platinum Hotels & Resorts Srl e consegna per i prossimi anni le chiavi di Atlantis Bay e Mazzarò Sea Palace ad Alpitour World Hotels & Resorts. L’operazione è già in vigore dal 21 giugno scorso. L’affare ha consentito al gruppo Pulvirenti di ottenere l’impegno di Alpitour una cifra che, a quanto pare, si aggirerebbe sui 30 milioni di euro. Un colpaccio per Pulvirenti, un’opportunità concretizzata per acquisire risorse economiche fresche e dare ossigeno alle casse, sin qui in condizioni asfittiche, della holding Finaria. Il patrimonio dell’imprenditore etneo – che comprende aziende agricole il Catania calcio ed centro sportivo di Torre del Grifo -, vale ad ogni modo all’incirca vale 200 milioni milioni di euro.

Prospettive cinesi. Adesso nel futuro dell’Atlantis Bay e del Mazzarò Sea Palace appena presi in gestione da Alpitour potrebbe clamorosamente esserci in vista, come detto, un’altra sorpresa. I due lussuosi hotel di Taormina mare potrebbero infatti “parlare” in futuro il cinese. Alpitour è, infatti, da tempo nel mirino di Fosun, colosso cinese che ad inizio 2016 ha investito qualcosa come 939 milioni di euro per l’acquisto tramite Opa (nell’ambito di una battaglia a suon di offerte e controfferte contro la Investindustrial) del francese Club Mediterranee (1,4 miliardi di giro d’affari consolidato, 70 villaggi turistici in 40 Paesi che l’anno scorso hanno ospitato 1,2 milioni di clienti). Fosun ha deciso di non fermarsi e il prossimo obiettivo è proprio l’italiana Alpitour. Il principale operatore turistico tricolore, con sede in Piemonte ed il cui controllo a inizio 2012 è passato dalla Exor della famiglia Agnelli-Elkann ai fondi Wise e J.Hirsch per 225 milioni di euro, piace – e non poco – per dimensioni e notorietà ai cinesi e gli attuali soci nei prossimi mesi potrebbero decidere di monetizzare l’investimento. Fosun è il più grande conglomerato privato della Cina continentale, con sede a Shanghai: un colosso che opera nel settore assicurativo, negli investimenti, nella gestione degli asset e nel settore industriale, un gigante che giusto per rendere l’idea nel 2013 ha acquisito a New York il grattacielo JP Morgan Chase di proprietà della JP Morgan. Non sarebbe, insomma, da escludere che i cinesi riescano a mettere le mani sugli asset di Alpitour, tra i cui “gioielli” spiccano adesso gli alberghi Sea Palace e Atlantis Bay. I prossimi mesi diranno se Alpitour rimarrà italiana o se, invece inizierà una nuova era tutta orientale.

Collegamenti con l’oriente. E in attesa delle eventuali offerte provenienti da Oriente, Apitour, tour operator leader in Italia, punta direttamente e comunque con le proprie forze sui collegamenti incoming con la Cina e nel frattempo ha rinnovato e ampliato la flotta lungo raggio con i Boeing 787-9, puntando sul polo di Malpensa tramite Neos, la compagnia aerea di Alpitour. Già nel 2014, Neos aveva confermato la sua adesione al programma Boeing 787, ordinando tre B787-8, gli aeromobili tecnologicamente più avanzati al mondo. Ora, la compagnia aerea ha deciso di convertire l’ordine al 787-9 il modello ancora più avanzato. «Il 787-9 consentirà a Neos di accrescere il proprio network e accedere a nuovi mercati di lungo raggio dal suo hub di Milano», ha spiegato Antonio De Palmas, presidente di Boeing Italia e Sud Europa. Neos sta progressivamente allargando il suo campo d’azione, impegnandosi a rispondere ai molteplici cambiamenti in atto ed ampliando il suo mercato.

Obiettivi ambiziosi. Sul tema incoming la previsione per il 2016 è di avere il 20% di passeggeri a bordo degli aerei Neos di nazionalità non italiana. «Neos è un asset strategico fondamentale per lo sviluppo della nostra azienda sia sul mercato nazionale, sia su quello internazionale», ha evidenziato Gabriele Burgio, presidente e ad Alpitour. «L’inserimento in flotta dei nuovi Boeing 787-9 rappresenta un ulteriore passo in avanti» per i vertici di Alpitour. Il primo B787-9 arriverà a dicembre 2017 e sarà posizionato a Milano. Neos in 14 anni ha trasportato dallo scalo lombardo 5,5 milioni di passeggeri con un tasso medio di crescita annuale del 9%, arrivando a posizionarsi come quarto vettore sul Terminal 1 di Malpensa nel 2015 con oltre 527mila passeggeri trasportati. Attualmente la flotta di Neos è formata da sei Boeing 737-800W (Winglet) e tre Boeing 767-300ERW (Extended Range Winglet) rispettivamente a 186 posti in classe unica e 284 posti in due classi distinte.

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