I giorni trascorsi al Bambin Gesù di Taormina di papà Riccardo con il piccolo Ettore
I giorni trascorsi al Bambin Gesù di Taormina di papà Riccardo con il piccolo Ettore

Il sacrificio del piccolo Ettore non può e non deve essere vano. È il pensiero che accompagna in queste ore la speranza di un’intera comunità che spinge per la conferma della Cardiochirurgia pediatrica a Taormina. Nella Perla dello Ionio, nei centri abitati del messinese e del catanese, come anche di altre province siciliane, dove la gente vuole una svolta definitiva sul “Bambin Gesù”. Il destino infausto di Ettore, il bambino di un mese morto al “San Vincenzo”, ha toccato il cuore di migliaia di persone, che si sono stretti attorno a papà Riccardo e mamma Valeria.

Una storia che unisce. La storia di questo neonato chiamato da Dio nel giardino degli angeli ha fatto registrare in meno di 24 ore su TaorminaToday l’impressionante dato di oltre 50 mila visualizzazioni dell’articolo e migliaia di condivisioni da tutta la Sicilia ed anche da altre zone d’Italia, in una straordinaria catena senza confini di solidarietà verso i genitori di Ettore. Questi due giovani, oltre il dolore straziante ed incolmabile per la perdita del loro bimbo, si sono mobilitati con la propria testimonianza per chiedere che il “Bambin Gesù” di Taormina rimanga aperto, evidenziando l’alta professionalità e l’umanità dei medici che hanno fatto tutto il possibile per provare a salvare Ettore. L’amore di Riccardo e Valeria per Ettore e la loro preoccupazione altrettanto forte e sincera per la sorte degli altri bambini ricoverati, la grande dignità e la lucida sobrietà con cui questi genitori hanno raccontato il proprio dramma, sono diventati il simbolo puro e il senso autentico di una mobilitazione collettiva che va avanti. Una battaglia per la buona sanità che adesso una comunità intera vuole vincere anche per onorare la memoria di Ettore.

Dolore profondo. «Oggi accompagnerò mio figlio Ettore verso un cammino che noi non possiamo immaginare – afferma papà Riccardo -. Avrei preferito farlo mentre lo tenevo per mano, ma non mi e stato concesso. Potrò solo vederlo chiuso dentro una bara, con un veicolo lungo e lussuoso ma non una limousine, bensì un carro funebre. Per un genitore è difficile immaginare, ma pensate che io lo dovrò fare e non posso tornare indietro o cambiare le cose, perché mi e stato imposto: non sappiamo da chi o chi decide per noi ma se è stato il volere di Dio, almeno dammi la forza, a me e a tutti coloro che ne hanno bisogno. Spero che almeno in tutto questo ci sia una spiegazione, che io non voglio nemmeno sapere. Che sia lui a guidarmi. Dio hai voluto così: ma ti chiedo di aiutare coloro che soffrono e di concedere il perdono, sia fatta la tua volontà». «Voglio comunque ringraziare tutti coloro per il pensiero che hanno dedicato ad Ettore e per essersi uniti al nostro dolore», ha aggiunto Riccardo Condorelli.

Oltre i confini siciliani. La storia di Ettore raccontata da TaorminaToday è arrivata anche in Parlamento, al Senato per l’esattezza. «Ai genitori del piccolo Ettore, il neonato siciliano deceduto ad un solo mese di vita a Taormina per colpa di un destino crudele, nonostante i lodevoli sforzi del personale della cardiochirurgia, dedico un pensiero affettuoso. Condivido il loro accorato appello alle istituzioni, affinché si affrettino nel dare garanzie e futuro alla cardiochirurgia pediatrica siciliana e mi impegno personalmente per contribuire a sciogliere i nodi irrisolti che riguardano questa importante realtà», si legge in una nota a firma del senatore Vincenzo Gibiino, membro del Comitato di Presidenza di Forza Italia.

La nota. «Sciogliere in fretta i nodi per dare piena funzionalità alla struttura e garanzie alle famiglie», è il monito del senatore forzista a difesa della Cardiochirurgia pediatrica di Taormina. «Oltre sei mila le firme di cittadini, in gran parte familiari di bambini affetti da patologie cardiache – scrive Gibiino – per chiedere alle istituzioni preposte, Ministero della Salute e Regione, il mantenimento della cardiochirurgia pediatrica a Taormina, struttura di riferimento per l’intera Isola, che deve essere messa al più presto nelle condizioni di funzionare in modo virtuoso. A queste persone va la mia personale solidarietà». «La struttura – conclude Gibiino – deve essere resa pienamente efficiente e tutte le attrezzature devono tornare in perfetto stato, a partire dalla risonanza magnetica, che non funzionante obbliga i piccoli pazienti a lunghi viaggi verso l’ospedale Bambin Gesù di Roma – prosegue Gibiino –. Attraverso due distinte interrogazioni, rivolte al ministro della Salute e al presidente della Regione siciliana, insieme al deputato di Forza Italia all’ARS, Vincenzo Figuccia, abbiamo chiesto chiarezza sulle lunghe liste d’attesa, a dir poco inaccettabili senza però ricevere risposta alcuna. Un silenzio che si contrappone al dolore di famiglie disperate che chiedono certezze».

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