Taormina. Giornalista colto da infarto:
Stefano Stefanutto Rosa, inviato di CinecittàNews

Il 16 giugno scorso venne colto da un malore durante il TaoFilm Fest al Palacongressi e i medici del reparto di Cardiologia del “San Vincenzo”, come anche la tempestività del Sues 118, lo hanno salvato. Ora Stefano Stefanutto Rosa sta bene, il giornalista che ha vissuto quei drammatici momenti li racconta e ringrazia i medici evidenziando «l’eccellenza del servizio sanitario a Taormina».

Il malore. «Può accadere di trovarsi al TaorminaFilmFest come inviato di CinecittàNews, il daily on line di Istituto Luce Cinecittà, e seguire con interesse in sala un documentario di grande tensione come Ukraine on Fire coprodotto da Oliver Stone – racconta Stefano Stefanutto Rosa -, e poi improvvisamente essere costretto a interrompere la visione per un forte malore. Così dalla piacevole condizione di giornalista ospite di un importante festival internazionale di cinema sono passato nel giro di pochi minuti a quella di ricoverato d’urgenza all’ospedale San Vincenzo di Taormina. E il film è diventato un altro, ma con un happy end grazie all’attenzione e alla cura di alcune persone».

L’assistenza. «Voglio ringraziare – aggiunge il giornalista – innanzitutto l’équipe medica guidata dal dottor Salvatore Garibaldi che è intervenuta tempestivamente; il dr. Salvatore Patanè e la dott.ssa Nella Patanè che mi hanno assistito in sede di terapia intensiva. Il ringraziamento è rivolto anche a tutti gli altri medici e al personale infermieristico che hanno alleviato la mia degenza. Un trattamento che ho visto comunque riservare anche agli altri degenti dell’ospedale e che testimonia, in questa occasione, qualità ed eccellenza del servizio sanitario a Taormina». Nel caso specifico, come si ricorderà, con un rapido trasferimento in ospedale venne posta in essere una procedura d’urgenza che tiene conto dell’avvenuta introduzione del cosiddetto “codice Stemi”, che riduce i ritardi nella cura di chi viene colpito da infarto e consente al paziente di arrivare subito in Cardiologia. Il trattamento fa parte delle reti “tempo dipendenti”, in un contesto nel quale esiste un tempo limite dall’insorgenza dei sintomi che diventa il confine tra la vita e la morte. Si tratta della “golden hour”, l’ora che può essere fatale ed i 60 minuti entro i quali una vita umana deve essere curata nel più rapido tempo possibile.

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