Taormina. Bambin Gesù: «Il nostro Ettore è volato in cielo». Mentre la politica continua a tardare

Quanto vale, realmente, per i politici siciliani la vita dei bambini ricoverati nel reparto di Cardichirurgia pediatrica di Taormina? Mentre le famiglie dei piccoli ricoverati all’ospedale “San Vincenzo” continuano a vivere l’incubo dell’incertezza e di una proroga che tarda ad arrivare, un angelo se n’è andato senza neppure avere il tempo di conoscere la risposta a quella domanda. Ettore non potrà mai sapere che fine farà il “Bambin Gesù” di Taormina e ora è lassù in cielo. «Oggi il nostro è diventato un angelo. Amore di mamma e papà, ti ricorderemo con l’amore che ci hai donato e per quanto hai lottato. Ti amiamo, rimarrai nei nostri cuori»: così papa Riccardo, insieme alla moglie Valeria, ha annunciato la scomparsa di un bambino la cui sfortunata storia ha toccato il cuore di tanti altri genitori e di gente comune che si oppone alla paventata chiusura del centro specialistico che da cinque anni cura a Taormina tanti bambini siciliani e provenienti da altre regioni italiane.

Destino crudele. Ettore aveva un mese, se n’è andato dopo aver lottato con tutte le sue forze, mentre i medici del “Bambin Gesù” hanno fatto il massimo per salvarlo da un destino crudele e spietato. Il fratellino Dario chiedeva di lui, ha atteso invano di poter riabbracciarlo e al dolce sorriso di Ettore si erano già affezionati gli altri bambini del reparto. «Ai medici possiamo soltanto dire grazie per averci dato una speranza. Ci sono stati sempre vicini e vogliamo evidenziare la loro umanità, ancor prima dell’alta professionalità. Il Centro Cardiologico Pediatrico salva la vita di tanti bambini e ha provato a salvare anche mio figlio», ha detto mamma Valeria. Questa donna va incontro a testa alta al dolore atroce della morte di un figlio ma, al tempo stesso, non ha esitato un attimo nel confermare il suo impegno in prima linea a difesa di altri bambini, in quella battaglia che ha visto 6 mila persone firmare la petizione per la conferma della Cardiochirurgia pediatrica a Taormina. «Noi siamo qui dietro la porta con mio figlio in sala operatoria e con i medici 24 ore su 24 insieme a noi. Se si deve fare qualcosa pensiamoci subito, perché i politici se ne fregano», era stato nei giorni scorsi lo sfogo di papà Riccardo, che insieme alla moglie ha affrontato con grande dignità e coraggio il calvario di Ettore.

Lo sfogo. E proprio le parole di Riccardo Condorelli sono un monito inequivocabile, che deve far riflettere la politica siciliana. E’ lo sfogo, comprensibile e condivisibile, di un papà, un uomo che ha vissuto l’esperienza più drammatica di una vita, testimone diretto di una storia senza lieto fine che si è consumata nei giorni più critici del “Bambin Gesù”. «Si fanno appelli in qualsiasi modo, anche su testate giornalistiche che hanno anche riportato un mio sfogo personale per il dolore per mio figlio Ettore – ha detto Riccardo – ma nessuno risponde a questi appelli di noi genitori e dei piccoli che sono nel reparto che soffrono piu’ di noi genitori. Perché si deve essere così, non siamo persone anche noi? O andiamo bene solo quando dobbiamo pagare le tasse o dare dei voti per loro in modo di arricchirsi? Io da povero cittadino e come tanti altri siamo qui a sostenere una cosa importante per tutti: qui non si guardano i soldi ma le azioni umane. Vergognatevi».

Dolore condiviso. «Un altro angelo è volato in cielo, siamo vicini alla famiglia Condorelli per la perdita del piccolo Ettore, a loro, da me e da tutte le famiglie, va un immenso abbraccio, commenta Caterina Rizzo, portavoce del Comitato genitori. Soltanto chi vive un dramma come quello della famiglia Condorelli, soltanto chi vive l’incubo che stiamo vivendo tutti noi- aggiunge Rizzo -, può capire fino in fondo cosa vuol dire soffrire per un figlio. Ma su questo la politica deve riflettere, non può non farlo. Per scongiurare la chiusura del Centro di cardiochirurgia pediatrica di Taormina sono state spese tante parole, si sono susseguite azioni di protesta, raccolta firme, trasferte istituzionali, appelli dei genitori, ma a due settimane dall’avvenuta scadenza della convenzione con il Bambin Gesù il destino della cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale San Vincenzo di Taormina rimane avvolto dall’incertezza e continuiamo ad attendere la proroga».

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