Libreria di Taormina, i consiglieri Caltabiano e Corvaia interrogano il sindaco

«Vogliamo conoscere le reali intenzioni dell’amministrazione comunale sulla richiesta di locali da concedere alla libreria». Adesso si attende la risposta scritta del primo cittadino

Libreria Mondadori Taormina
Libreria Mondadori Taormina

Appelli, petizioni, flashmob e, infine, la richiesta di aiuto all’amministrazione comunale per avere un locale ad equo canone. Il 30 giugno scade il contratto di locazione del Mondadori Bookstore di Corso Umberto e Antonella Ferrara, presidente del Festival internazionale del libro di Taormina e gestore della libreria, ha giocato tutte le sue carte per evitare la chiusura. Una vicenda che sta facendo molto discutere e la città si divide tra chi tende una mano, firmando la petizione on line, e chi considera l’attività della libreria alla stregua degli altri esercizi commerciali cittadini. I consiglieri comunali Alessandra Caltabiano e Nunzio Corvaia, a tal proposito, hanno presentato una interrogazione al sindaco, Eligio Giardina, per conoscere le reali intenzioni dell’amministrazione sulla richiesta di immobili comunali da concedere alla libreria.

L’interrogazione. «Siamo di fronte ad una pretesa – si legge in una nota a firma dei consiglieri Caltabiano e Corvaia – che non ha alcun fondamento nel diritto amministrativo relativamente alla gestione dei beni patrimoniali del Comune e nessuna legittimazione con riferimento alla normativa nazionale che regolamenta le librerie storiche. Occorre infatti ricordare che trattasi non di libreria indipendente bensì di libreria in franchising e per di più del gruppo Mondadori che, dopo le recenti fusioni societarie con RCS, è il principale gruppo editoriale italiano in situazione di forte dominanza di mercato, con un bilancio di diversi milioni di euro. A tutti i firmatari della petizione a difesa della Libreria Bucalo-Mondadori – continua la nota – chiedo dove sono stati in questi 18 anni quando la presenza di 16 insormontabili scalini hanno impedito a tanti anziani o a tutti i diversamente abili costretti in carrozzella a raggiungere la libreria. Adesso che c’è un problema di contratto di affitto, adesso che c’è di mezzo la chiusura dei conti di fine mese, si mobilita la gente su Facebook facendo una battaglia a nome del diritto alla cultura dopo che per diciotto anni questo diritto è stato impedito ad anziani e diversamente abili in carrozzella».

Le carenze della città. «È del tutto evidente che una città come Taormina – sottolineano Caltabiano e Corvaia – merita la presenza di una libreria, così come merita la presenza di una sala cinematografica aperta tutto l’anno, così come merita una struttura policulturale di aggregazione degli anziani e dei giovani, così come merita un archivio storico adeguato, così come merita una biblioteca con una dignitosa dotazione di libri. Siamo carenti su troppe cose e per questo motivo il comune deve anzitutto svolgere il proprio ruolo nei campi che gli sono propri e i privati devono svolgere con professionalità e spirito imprenditoriale le attività commerciali da cui traggono profitto, confrontandosi, come ogni impresa economica nell’attuale sistema economico capitalistico, con la concorrenza e le regole di mercato. E al momento non ci risulta che gestire una libreria sia un compito del comune. Piuttosto ci aspettiamo maggiori risorse e attenzioni per la nostra biblioteca pubblica. Qui sì che il comune svolge un proprio ruolo istituzionale».

La crisi economica a Taormina. «L’attuale congiuntura economica, seppure con significativi segnali di ripresa – ricordano i consiglieri – ha creato problemi economici a numerose attività taorminesi di rilievo sia dal punto della storicità del loro insediamento nel tessuto commerciale di Taormina, sia dal punto di vista della tipicità del prodotto commercializzato in grado di essere valido supporto allo sviluppo turistico della città. Eppure nessuna di queste attività si è sognata di chiedere un aiuto diretto al comune, ma si sono rimboccate le maniche e giornalmente lottano per la sopravvivenza della propria impresa. Del resto è stato ricordato al sindaco che non è competenza del Comune di Taormina intervenire in modo specifico sulle situazioni di crisi aziendale delle attività commerciali taorminesi se non mediante interventi generalizzati a sostegno del commercio, come ad esempio una diversa pressione fiscale o agevolazione nei costi della tariffa smaltimento rifiuti o altri interventi comunque rivolti alla generalità delle attività imprenditoriali taorminesi. Esattamente il contrario – sottolineano Caltabiano e Corvaia – di quello che ha fatto il sindaco Giardina che ha invece alzato le tasse, aumentato al massimo le imposte, elevato alle aliquote massime i costi dei servizi, a fronte di una città sempre più sporca, sempre più caotica, sempre più ingovernata dal punto di vista della viabilità».

L’interrogazione è stata presentata lo scorso 14 giugno. Adesso si attende la risposta scritta del primo cittadino. Il sindaco avvalendosi della facoltà prevista dal regolamento comunale non ha voluto rispondere in quella sede, impegnandosi, così come prevede il regolamento, a formulare una risposta scritta entro dieci giorni. «A nostro avviso – concludono i consiglieri Caltabiano e Corvaia – i taorminesi, assieme agli organi di controllo contabile o a quelli preposti all’applicazione del codice penale non capirebbero un contributo o un impegno del comune a favore di una privata libreria Mondadori piuttosto che a favore della biblioteca comunale o della collettività in generale».

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