Giancarlo Cancelleri, Rosario Crocetta, Nello Musumeci
Giancarlo Cancelleri, Rosario Crocetta, Nello Musumeci

Un’isola a cinquestelle? È possibile. All’indomani dei positivi risultati elettorali il Movimento cinque stelle punta alla Sicilia. «Lanciamo un’opa nei confronti della Regione» ha dichiarato Giancarlo Cancellieri. Un successo che proietta il M5S verso la nuova sfida delle regionali. «La messe di voti raccolta in Sicilia e in comuni di primissima grandezza in Italia – continua il leader dei pentastellati siciliani – dimostra inequivocabilmente che la gente ha voglia di cambiare drasticamente rotta». Secondo Cancellieri «i tempi sono maturi per la prima regione a guida Cinquestelle».

Il vento del cambiamento. La vittoria grillina ad Alcamo, Favara e Porto Empedocle deve essere letta come un’ondata di trasformazione, figlia della protesta, destinata a inghiottire tutta l’isola. I tre Comuni conquistati con i ballottaggi si aggiungono alle roccaforti pentastellate siciliane: Ragusa, Gela e Bagheria. Ma per compiere la rivoluzione e arrivare a Palazzo d’Orleans deve prima cadere Palermo. La prossima battaglia elettorale si combatterà, dunque, nel capoluogo siciliano per la scelta del primo cittadino. E tra un anno e mezzo si consumerà la sfida decisiva alla presidenza della Regione Siciliana in uno schema che quasi certamente riproporrà un tripolarismo complicato da altre scommesse personali. Proprio i due massimi avversari di Cancelleri alle ultime regionali, hanno deciso di riprovarci. Il governatore in carica, Rosario Crocetta, non ha intenzione di lasciare la poltrona e Nello Musumeci, sconfitto nel duello contro Crocetta nel 2012, è pronto aritentare la scalata alla presidenza.

Musumeci accetta la sfida. «Sono disposto a scendere in campo se ci saranno le condizioni» aveva dichiarato nelle scorse settimane in una intervista a TaorminaToday il presidente della Commissione Antimafia all’Ars, Nello Musumeci. E adesso quelle condizioni ci sono. Nello Musumeci rompe gli indugi e ufficializza la sua candidatura agovernatore della Regione in Sicilia, sulla scorta dei numeri che hanno premiato il suo progetto civico alle comunali. Da #DiventeràBellissima Musumeci riparte alla volta di Palazzo d’Orleans. «Le sconfitte del Pd che governa la Sicilia – spiega Musumeci – sono un segnale che parte dai siciliani e che bisogna sapere interpretare. Ci siamo riusciti in questa tornata elettorale con l’impegno dei nostri amici, che ringrazio – continua il deputato dell’opposizione all’Ars- ci riusciremo ancora domani, tutti insieme, con l’entusiasmo dei tanti giovani di #DiventeràBellissima, delle donne e degli uomini che sono già in prima fila insieme a me pronti alla prossima sfida, ambiziosa e possibile, quella di rigenerare la Sicilia, quella di trasformare questa terra sfregiata dall’incuria e dall’incompetenza, in una terra bellissima».

«Houston abbiamo un problema». Il segretario del Pd etneo, Enzo Napoli, sui social commenta con la celebre frase della missione spaziale americana Apollo 13 il deludente turno di ballottaggio. I dem in Sicilia ha perso consensi in molte città che sono passate sotto la bandiera del M5S o del centrodestra facendo emergere un Pd quanto mai frammentato. Il segretario regionale del Partito democratico, Fausto Raciti, prova a fare un primo bilancio sul risultato delle comunali. A parte le “conferme” per il Partito Democratico, che tra primo e secondo turno conquista la guida di importanti comuni superiori ai diecimila abitanti, «abbiamo il dovere di ragionare a fondo – afferma Raciti – sull’esito negativo in alcune realtà significative, sulla necessità di ritrovare una vera unità nel Pd e di rafforzare la coalizione regionale che troppo spesso si è presentata divisa a livello locale determinando la sconfitta». Se da un lato Crocetta è pronto a riorganizzarsi, Faraone, Bianco e Ferrandelli non staranno di certo a guardare. E alle prossime elezioni regionali il Pd si presenterà con quattro aspiranti alla poltrona di governatore.

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