Salvo Cilona, assessore al Bilancio di Taormina
Salvo Cilona, assessore al Bilancio di Taormina

«Il piano di riequilibrio presentato al Ministero dell’Interno e alla Corte dei Conti è sostenibile e credibile, non c’è finanza creativa. Il debito è di 14 milioni e siamo convinti che il Comune potrà onorare tutti gli impegni di riassetto economico». Così l’assessore al Bilancio Salvo Cilona interviene sull’avvenuta ripresentazione del piano di riequilibrio che è stato trasmesso nelle scorse ore agli enti preposti per l’esame che deciderà il destino della casa municipale taorminese. «Taormina non può essere una città a rischio di dissesto finanziario – afferma Cilona -, per questo abbiamo cercato in tutti i modi di trovare tutte le opportunità concesse dalla legge per sventare questo pericolo e impedire un destino che questa comunità non merita. In sostanza, abbiamo chiesto alla Cassa Depositi e Prestiti la possibilità di un mutuo ventennale che ci consenta, previa approvazione del Ministero degli Interni e della Corte dei Conti di Palermo, di spalmare l’attuale debito di 14 milioni, andando a dimostrare che la città può sostenere un mutuo di circa 920 mila euro all’anno».

Concretezza. «Nella realtà, in questo piano, già approvato dal Consiglio comunale, non abbiamo cercato di inventare nessuna finanza creativa ed anzi abbiamo adottato la politica del “buon padre di famiglia” o di qualsiasi manager che deve gestire una azienda in difficoltà e deve fare scelte attente, talvolta anche sofferte». «C’è da dire che stiamo cercando di realizzare anche una forte azione di risparmio – continua Cilona – e siamo consapevoli degli aumenti che si è reso necessario approvare in Consiglio comunale nel settembre 2015. Siamo convinti che il piano di riequilibrio riuscirà a superare l’esame degli enti preposti e ci potrà far guardare al futuro con più ottimismo ma chiaramente non potrà continuare la politica finanziaria degli anni passati, quindi bisognerà andare fino in fondo con l’attuazione di una forte azione mirata a recuperare tutti i crediti che il Comune vanta».

Strategie. L’obiettivo, insomma, è quello di puntare «sul recupero del sommerso e sulla disciplina dei suoli pubblici ed è stata avviata, in tal senso, una azione repressiva per chi non rispetta le regole». «Ci sono attività commerciali che usufruiscono del suolo pubblico e non hanno ancora provveduto a pagare le somme dovute al Comune – conclude Cilona – quindi rischiano di andare incontro alla ordinanza sindacale che dispone la multa e la chiusura di tre giorni. Abbiamo consegnato, infine, tutta la documentazione richiesta alla Guardia di Finanza sull’evasione di B&B, affittacamere e case vacanza. Ora iniziamo a intravedere qualche risultato positivo e dobbiamo dare atto anche alla denuncia fatta dagli albergatori e quindi dall’Associazione Albergatori che giustamente hanno lamentato la concorrenza sleale operata in questi anni nei loro confronti da alcune attività extra alberghiere».

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