Fiumefreddo, presidente di
Fiumefreddo, presidente di "Riscossione Sicilia"

«Riscossione Sicilia deve far pagare le tasse, in maniera equa, ma dobbiamo anche dare ossigeno alle imprese, lavoro ai cittadini, giustizia a tutti con un sistema fiscale che sia giusto e che non sia oppressivo». Lo afferma Antonio Fiumefreddo, presidente di “Riscossione Sicilia”, l’Equitalia siciliana, dove si sta cercando di rivedere l’assetto complessivo delle politiche di riscossione, cercando di far pagare in primi gli evasori di lungo corso ma anche provando il compito più difficile, ma soprattutto più ineludibile: quello di non indurre alla disperazione i cittadini, che per altro vantano spesso dei crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Debito della Pubblica Amministrazione. «Ammonta a 12 miliardi di euro – spiega Fiumefreddo – il debito complessivo che la Pubblica Amministrazione ha in Sicilia con i cittadini, parliamo cioè di imprese, liberi professionisti e titolari di partita Iva, che per un verso hanno un credito milionario e per altro verso sono alle prese con una situazione debitoria. La legge, art.28 quater col Dpr 603 del 1973, consente ai cittadini di compensare i propri credito con i debiti, quindi chi ha un debito con l’erario a qualsiasi titolo può compensare, ottenendo così di bloccare quegli interessi terribili di mora che si accumulano sul debito tributario e nel frattempo compensare quel credito che magari si aspetta da mesi dalla pubblica amministrazione. Questo significa, in sostanza, poter dare ossigeno alle imprese, a quelle imprese che occupano lavoratori che spesso si disperano perché non riescono a pagare le tasse e magari avanzano denaro dalla pubblica amministrazione, soprattutto ad esempio nel campo della sanità. In tale ambito molte aziende che prestano servizi risultano titolari di crediti importanti verso le Asp e non riescono a far fronte ai debiti».

Compensazioni. «E’ una misura che evidentemente esiste da tempo, ma – aggiunge Fiumefreddo – stranamente in Sicilia ha trovato una scarsissima applicazione: abbiamo voluto perciò lanciarla con degli sportelli informativi, dedicati, e già in questi giorni abbiamo ricevuto proposte per oltre 70 milioni di euro di compensazione. Basti pensare che lo scorso anno sono state compensate somme per appena 114 mila euro. Significa che c’è volontà di pagare, c’è volontà di far ripartire le imprese e questo è il nostro compito, la missione di Riscossione Sicilia, è proprio quello di aiutare le varie imprese, andando a ridare lavoro e serenità. Occorre evitare che il cittadino disperato, perché aggredito dal Fisco, magari compia gesti insani».

Intesa con i grillini. Regione, Comuni, Asp, Aziende ospedaliere troppo spesso non pagano forniture e servizi prestati dalle stesse aziende, secondo i tempi stabiliti dall’Ue. Per questo motivo, un’intesa raggiunta dal presidente Fiumefreddo, con il Movimento Cinque Stelle, che aveva sollecitato una svolta sul caso, sta avendo un riscontro immediato. Sarebbero state in questi giorni centinaia le telefonate e le richieste di compensazione crediti-debiti per circa 70 milioni di euro in una sola settimana, secondo un comunicato stampa del M5s. «Ha messo subito il turbo “Ripartimpresa” – si legge nella nota dei grillini – l’operazione che consente alle imprese e ai liberi professionisti siciliani di compensare le cartelle esattoriali con i propri crediti nei confronti della pubblica amministrazione». L’associazione costruttori edili a più riprese ha lamentato la lentezza atavica della pubblica amministrazione nel pagare le imprese in Sicilia, con ritardi di quasi sette mesi, a fronte di termini fissati per legge di 60 giorni. I dati forniti da Banca D’Italia, Mef e Unimpresa raccontano di un debito, come detto, di circa 12 miliardi della pubblica amministrazione nei confronti di 46 mila aziende siciliane. Numeri che devono fare riflettere e di fronte ai quali la burocrazia non può più concedersi il lusso di fare “orecchie da mercante”.

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