Taormina. Riscossione pregressa tributi, il Comune mette ordine

Il Comune di Taormina prova a mettere ordine nella situazione sulla riscossione pregressa dei tributi ed in particolare sulle annualità del periodo che va dal 2009 al 2012. E’ stata, infatti, effettuata nelle scorse ore la «pubblicazione del ruolo – violazione di Ici e Tarsu rispettivamente relativi agli anni 2009, 2010 e 2011 e 2009, 2010, 2011, 2012». L’attuale responsabile comunale del Servizio Tributi di Palazzo dei Giurati, Maria Grazia Russotti, ha reso noto che sono in pubblicazione i relativi avvisi per il periodo di otto giorno consecutivi, dal 15 giugno scorso sino al 23 giugno per i ruoli coattivi di Ici e Tarsu riferiti agli anni in oggetto. «Gli atti – sottolinea il dirigente – sono depositati presso l’Ufficio Tributi del Comune per eventuale visione di chi ne abbia interessi, al fine di avanzare le proprie osservazioni o ricorsi». Proprio in questi giorni è stato trasmesso al Ministero delle Finanze ed alla Corte dei Conti il piano di riequilibrio finanziario ed uno dei principali “scogli” da superare per ottenere stavolta l’approvazione dello schema di riassetto economico dell’ente sarà quello di riuscire a dimostrare un segnale di svolta sulla riscossione dei tributi.

Tentativo di riequilibrio finanziario. L’organo di controllo ha contestato, sino a questo momento, a più riprese una situazione deficitaria da parte della casa municipale taorminese sull’incisività nell’andare a riscuotere i vari tributi, le imposte statali e quelle locali. Non a caso si sono accumulati negli anni duemila circa 6 milioni di euro di bollette d’acqua non riscosse, una parte sono state poi pagate ma all’appello mancherebbe, in tal senso, ancora adesso circa Un milione. Ma analoghe problematiche hanno interessato anche Ici, Imu e Tarsu. In quest’ultimo caso, a fronte dell’aumento della bolletta determinato dal Comune lo scorso autunno, si è avuto poi un introito ampiamente al di sotto delle attese, ovvero circa 1 milione sui 4 milioni che ci si attendeva di far entrare nelle casse comunali. E non bisogna, infine, dimenticare che sulla tassa di soggiorno è in atto un accertamento della Guardia di Finanza su B&b, affittacamere e case vacanza dal 2013 ad oggi, in quanto alcune strutture non avrebbero versato il balzello al Comune e nelle casse di Palazzo dei Giurati mancherebbero circa 300 mila euro di cosiddetto “sommerso”.

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