Salvo Fiumara
Salvo Fiumara

Un finanziamento di 250 mila euro per i commercianti taorminesi. L’arrivo del contributo per gli operatori economici lo ha annunciato il presidente del Consorzio Centro Commerciale Naturale di Taormina, Salvo Fiumara: «Si tratta di una somma che riguarda 12 progetti presentati a suo tempo a Palermo e per i quali sono arrivate adesso le somme. E’ un finanziamento di 250 mila euro a fondo perduto, cofinanziato dai commercianti di Taormina per ulteriori 250 mila euro. Si tratta di somme che consentiranno, a chi ha aderito e presentato i progetti, di effettuare opere di ristrutturazione dei locali, posizionamento di nuovi arredi e nuove attrezzature. E’ un fondo di sostegno, insomma, intercettato dal “CCN” Taormina in favore del tessuto commerciale della città di Taormina ed è un segnale, a mio avviso, importante per dimostrare che i commercianti possono e devono avere un ruolo attivo, dinamico e centrale nelle logiche che riguardano lo sviluppo del settore produttivo cittadino».

Appello al Consiglio. Fiumara si è poi soffermato sul rischio che le piccole attività possano progressivamente essere scalzate vie dalle grande imprese che arrivano per lo più da fuori Taormina. «Devo, per forza di cose, evidenziare che alcuni enti pubblici, anziché adoperarsi per il tessuto economico taorminese, pensano a pubblicizzare centri commerciali “artificiali”, che sono in aperta concorrenza con le realtà presenti sul territorio. E allora mi rivolgo al Consiglio comunale e dico che sarebbe opportuno fare qualcosa, attivarsi immediatamente per controllare e disciplinare la concorrenza che avanza da parte di questi centri commerciali “artificiali” che in buona sostanza arrivano qui soltanto per sfruttare il nome di Taormina ma che nulla danno, in pratica, alla nostra città e che nulla hanno a che vedere con noi. Già da tempo noi abbiamo sottolineato che vi è la necessità di intervenire su questo fenomeno e limitare l’avanzata di questi sodalizi esterni al nostro territorio, che vanno a togliere posti di lavoro e determinare poi la chiusura di altre attività».

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