Taormina, Corso Umberto
Taormina, Corso Umberto

Torna la stagione turistica e puntualmente, come ogni anno, si ripropone anche la “guerra dei decibel”. In queste prime serate estive si è, infatti, ripresentata a Taormina la problematica dei vari locali dove si fa musica sino a tarda notte e che molto spesso alzano un pò troppo il volume del repertorio di intrattenimento o peggio ancora si sovrappongono ad altre attività vicine. E ciò concorre poi a creare una situazione caotica, di invivibilità e di scarsa opportunità per il turista, o anche per il residente, di poter godere a pieno di qualche momento di relax. L’esempio forse più emblematico è quello che si registra in Corso Umberto all’altezza della zona della Torre dell’Orologio dove almeno quattro attività si danno “battaglia” e la musica dell’una si sovrappone all’altra creando spesso un frastuono evidente, che infastidisce il cliente. Si determina, insomma, la classica situazione in cui c’è chi prova a far sentire più forte le proprie sonorità per sovrastare la concorrenza.

Sanzioni come deterrente. Negli anni si è cercato un punto di incontro e di chiarezza sulla questione della musica all’aperto in città ma il problema, al di là delle varie ordinanza, è rimasto poi irrisolto e le discussioni tra il Comune e le rappresentanze degli operatori economici non hanno sortito effetti risolutivi. Servirebbero maggiori controlli e sanzioni più severe per chi va oltre i limiti sonori consentiti, siamo ancora nemmeno a metà giugno e se il buongiorno si vede dal mattino non è difficile prevedere che sarà un’altra estate movimentata a Taormina per quanto riguarda la “guerra dei decibel”. Un tempo la questione riguardava soprattutto la zona a mare, dove però la movida dei bei tempi ha lasciato spazio ad un movimento che è diminuito ed è ora concentrato in pochi locali, mentre il problema riguarda per lo più il “salotto” della città del Centauro.

Precedenti. Lo scorso anno una missiva del servizio delle attività produttive della casa municipale ha chiesto a ben nove ritrovi di dotarsi della «valutazione dell’impatto acustico con misurazione all’interno delle abitazioni circostanti». Il tutto avvenne su una specifica richiesta della Prefettura che vuol ridurre l’inquinamento acustico. Tra i rimedi prospettati nel recente passato si è proposto anche di insonorizzare i ritrovi, collocando all’interno dei locali delle casse particolari dedite a far sì che le emissioni sonore non si propaghino nelle aree circostanti ma chiaramente il discorso è differente quando la musica viene fatta direttamente all’esterno dei locali. L’auspicio è che si possano trovare soluzioni adeguate nell’interesse di tutti, rispettando le vigenti normative sulle emissioni sonore ed il Comune, ove necessario, dovrebbe monitorare in maniera più costante la situazione.

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