Patrizia De Salvo, docente nell’Università di Messina
Patrizia De Salvo, docente nell’Università di Messina

La presenza degli inglesi nell’Isola di Sicilia è il risultato di un’evoluzione culturale che deve molto alla loro familiarità di sinergizzare, in modo opportuno, il mix di intelligence e capacità imprenditoriale. La presenza dei britannici, in forma stabile e strutturale, è storicamente documentata nelle principali province siciliane, a Mazara del Vallo, Palermo, Catania, Messina e, principalmente, a Taormina.

L’importanza delle comunità inglesi nello sviluppo dell’Isola. Nel corso del tempo, grazie a tale presenza, i territori siciliani si sono arricchiti di antiche dimore, di luoghi per la celebrazione del culto anglicano, di residenze nobiliari trasformate, successivamente, in ville o giardini pubblici di alto valore scientifico, botanico, storico e culturale. Tale presenza, ha portato alla produzione di numerosi lavori storici, eseguiti da esperti studiosi ed accademici, sia italiani sia stranieri, sul ruolo e l’importanza delle comunità inglesi nello sviluppo sociale ed economico dell’Isola. In questo quadro si colloca l’interessante volume di Patrizia De Salvo, docente nell’Università di Messina, Sicilia Inglesa. Una metafora del constitucionalismo mediterràneo, libro che, edito dalla prestigiosa Universidad Autónoma de Madrid, scritto in castigliano, è arricchito dal Prólogo di José Maria Portillo, una delle firme internazionali più autorevoli del panorama degli studi storico-costituzionali.

L’opera di Patrizia De Salvo. In questo volume, l’autrice presenta agli studiosi, ma anche a chi si interessa di storia per diletto, in modo puntuale, con rigore scientifico e con l’accurata metodologia di ricerca propria degli storici, il cosiddetto ‘decennio inglese’, periodo che caratterizza la vita dell’Isola tra il 1806 e il 1815. Il libro si articola in sette capitoli in cui l’Autrice ricostruisce quel processo che, sviluppatosi tra la fine del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, vede strettamente connessi il percorso del costituzionalismo mediterraneo, la storia della stampa, dei giornali e della circolazione delle idee. Solo a titolo esemplificativo si possono ricordare alcuni capitoli come Censura eclesiástica y estatal: los siglos difíciles para la imprenta en Sicilia (XVI-XVIII), nel quale la storia dei periodici è retrodatata fino al secolo XVI, Editores y periodicos en Sicilia: el caso de Mesina entre los siglos XVIII-XIX, capitolo in cui Patrizia De Salvo analizza la storia di Giovanni Del Nobolo, uno dei tipografi più attivi a Messina tra il XVIII e il XIX secolo e lo studio dedicato a Propaganda, libertad de imprenta y circulacíon de ideas: influencia inglesa en el Mediterráneo, 1794-1818, che ripercorre le vicende politico-istituzionali a cui gli inglesi hanno dato vita nelle diverse isole del Mediterraneo, dalla Corsica a Malta, passando per la Sardegna e la Sicilia, per concludersi nelle Isole Ionie.

La fonte di riferimento è la Gazzetta Britannica, periodico pubblicato a Messina dal 1808 al 1814, che può essere considerato un vero e proprio incunabolo del giornalismo costituzionale e risorgimentale ottocentesco, infatti, nel Prólogo, José Maria Portillo ne sottolinea l’importanza scrivendo: «En efecto, la Gazzetta Britannica fue una publicación en la que se condensó buena parte de una experiencia histórica que es la que narran los diferentes capítulos de este libro» (tale periodico è consultabile on-line, dal 2012, sul sito della Biblioteca dell’Assemblea Regionale Siciliana).

La Gazzetta Britannica cominciava le pubblicazioni il 2 marzo del 1808 per i tipi di Giovanni del Nobolo, che si definiva “impressore britannico”. Si trattava di un foglio bisettimanale, stampato il mercoledì e il sabato. Terminava il 18 giugno del 1814. Per ogni anno erano pubblicati 104 fascicoli, tranne nel 1812 in cui ne venivano editi 87 e nel 1814 solo 49, a causa di un mutamento di testata. L’interesse di rendere fruibile la Gazzetta Britannica, giornale politico di notevole importanza, nasce non solo per la continuità e la durata della pubblicazione ma, anche e soprattutto, per la funzione che svolgeva in quegli anni di grandi fermenti politico-costituzionali. Se il panorama pubblicistico siciliano, tra la fine del Settecento e i primi anni dell’Ottocento, era caratterizzato da scarsa originalità, la Gazzetta Britannica, pur con tutti i suoi limiti, era l’espressione della politica antinapoleonica e del tentativo inglese di creare un’opinione pubblica cercando di combattere il proselitismo che gli ‘usurpatori’ francesi tentavano di fare dalla vicina Calabria con proclami e appelli ai siciliani.

Un circuito turistico culturale-storico-letterario. Volendo individuare un valore aggiunto al bel volume di Patrizia De Salvo, possiamo dire che dalla lettura complessiva emergono interessantissimi spunti per la possibile creazione di un circuito turistico culturale-storico-letterario che avvicini le nuove generazioni di giovani anglosassoni alla conoscenza delle città siciliane, di quei luoghi, ovvero, che hanno segnato e plasmato generazioni di inglesi.

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