Taormina, ospedale Sirina
Taormina, ospedale Sirina

In arrivo la nuova convenzione per la permanenza del Bambin Gesù a Taormina. L’atto verrà formalizzato in settimana. Intanto si è svolto a Messina un incontro tra l’assessore alla Sanità, Baldo Gucciardi, ed il direttore dell’Asp Messina, Gaetano Sirna, dal quale sono emerse conferme sull’imminente svolta.

Chiarimenti e conferme. «Faremo una nuova convenzione di un anno – spiega il manager dell’Asp, Sirna -. Oggi arriveranno appositamente in Sicilia i vertici del “Bambin Gesù” e li incontrerò per ridefinire i parametri sui quali definire la proroga che consentirà la prosecuzione delle attività a Taormina». Sirna sgombera il campo, dunque, dalle preoccupazioni di un dietrofront in extremis della Regione e sul timore di uno stop al Centro taorminese: «È un fatto formale, si tratta di definire alcuni aspetti e poi verrà sottoscritta la proroga». La svolta pare quindi una questione ormai di pochi giorni, e d’altronde proprio ieri sarebbe scaduto ufficialmente il termine di attività del Centro di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina dopo cinque anni di attività che hanno prodotto risultati significativi.

Numeri. A Taormina si è sin qui registrato nel quinquennio di attività del “Bambin Gesù” il 20% di mobilità attiva extraregionale, con 3 mila ricoveri, oltre 800 interventi chirurgici eseguiti, 2300 pazienti trattati tra emodinamica ed interventistica, e 60 pazienti operati in Neonatologie esterne nel territorio di Sicilia e Calabria. Il problema ha riguardato invece la necessità di un abbattimento dei costi, che verranno definiti in maniera precisa nei prossimi giorni ma che dovrebbe segnare un netto taglio da circa 10 milioni di euro a circa 1 milione di euro, come richiesto dalla Regione. Per adesso, ad ogni modo, potranno tirare un sospiro di sollievo i genitori dei bambini ricoverati ed in cura presso la Cardiochirurgia pediatrica sita all’interno dell’ospedale San Vincenzo di Taormina, che in queste settimane hanno raccolto oltre 6 mila firme a difesa di questa struttura, con una petizione che ha interessato numerosi Comuni della Provincia di Messina.

Attenzione oltre lo Stretto. La questione è stata seguita con particolare interesse anche dall’utenza della Calabria che in questi anni si è recata a Taormina e che in caso di chiusura del “Bambin Gesù” di contrada Sirina si sarebbe spostata non a Palermo ma direttamente su Roma. La problematica del rischio di chiusura del Bambin Gesù ha interessato sinora, di riflesso, anche 10 dipendenti della Coopservice che svolgono con professionalità il servizio di sanificazione e ausiliariato nel reparto di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina e nei confronti dei quali è stata avviata una procedura di licenziamento.

Intesa definitiva. La speranza ora è che si possa arrivare in vista del futuro al placet della Regione per una intesa che consenta poi la definitiva permanenza dell’attuale Centro a Taormina per seguire l’utenza dell’area orientale della Sicilia, e che la futura struttura che si intende attivare a Palermo non si ponga in alternativa a quella già esistente nella “Perla dello Ionio” e che vada, invece, ad interessare il bacino d’utenza della Sicilia occidentale. Il caso Bambin Gesù ha visto impegnarsi le istituzioni taorminesi e del comprensorio ma anche le varie deputazioni schieratesi al fianco della Cardiochirurgia.

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