Il ministro Poletti firma un protocollo di intesa con le associazioni che si occupano di senza tetto, alla presenza del presidente onorario del Taormina Film Festival Richard Gere
Il ministro Poletti firma un protocollo di intesa con le associazioni che si occupano di senza tetto, alla presenza del presidente onorario del Taormina Film Festival Richard Gere

Al Palacongressi siedono da un lato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti e, dall’altro un’icona del cinema americano, Richard Gere: l’occasione mondana è quella del festival cinematografico che si tiene nella Perla in questi giorni. L’attore, per qualche strano motivo Presidente onorario del festival, è in Sicilia anche per presentare il suo film “Gli invisibili” dedicato al dramma umano senzatetto: «Volevo fare film di cui andare fiero e che stimolasse il cambiamento». E se da un lato l’attore si batte per la sensibilizzazione, il ministro fa la sua parte con la firma di un protocollo di intesa con le associazioni che si occupano di homeless. «Noi finanzieremo – dichiara Poletti – progetti sviluppati da queste associazioni perché siamo convinti che una grande relazione diretta con persone molto fragili può funzionare solo con un intermediario sociale ed è dunque importante che operativamente siano le associazioni a gestirli sul territorio».

«Si tratta del primo progetto europeo Housing First e l’Unione Europea – sottolinea il ministro – lo ha molto apprezzato». Teoricamente, si tratterebbe (il condizionale è d’obbligo dato che nessuna copia del documento firmato è stata consegnata alla stampa – per questo “invisibile” ndr -) di un progetto assolutamente innovativo che rivoluzionerebbe la prospettiva, in quanto in passato si puntava a servizi collettivi e a rifugi mentre, in questo caso, il tentativo è quello di dare direttamente una casa e un tetto sotto il quale dormire a chi non ne ha la possibilità. Lo stanziamento di 100 milioni di euro è volto a provvedere a un alloggio per 500 persone, numero ben lontano dai 50 mila homeless presenti sul territorio italiano. E se la maggior parte di queste persone sono concentrate nelle grandi città, l’occasione dovrebbe essere ugualmente valida per rodare la collaborazione tra le associazioni e le istituzioni che si impegnano nella causa. Un obiettivo senza dubbio davvero ambizioso.

Il protocollo d’intesa per il Network Housing First Italia e la campagna Homeless Zero riceve, quindi, il plauso del testimonial Richard Gere: «La mia speranza era di fare un film da portare in tutto il mondo e di sostenerlo. Perché dopo il film ci vuole qualcuno che si impegni concretamente come stanno facendo i leader italiani. Mi ha commosso e toccato il cuore sentire le parole del ministro e della presidente dell’associazione che aiuta i senzatetto. Hanno espresso quello che anche io ho nel cuore e nella testa. Sentire che il governo italiano destinerà tanti soldi per questo tema è importante. È fondamentale ora come dice il ministro reinserire i senza tetto nella società e dare loro una casa. E’ un cambiamento che parte dall’Italia e può essere seguito in tutto il mondo se anche altri leader e associazioni apriranno il loro cuore». Sembra che divo hollywoodiano si sia convinto a tornare al Taormina Film Fest proprio per l’occasione di presentare il film dedicato ai senzatetto, «per fare in modo che questa pellicola, alla quale ho dedicato 12 anni, possa servire per aiutare qualcuno in Italia e in tutto il mondo. Iniziative concrete, quelle presentate a Taormina, che devono servire ad aprire una fessura nel cuore delle persone».

Ma tra il dire e il fare – si sa – c’è di mezzo il mare. E il ministro Poletti lo dice apertamente e non si sente di promettere niente a nessuno. Mette le mani avanti subito dopo l’apposizione delle firme e lo ribadisce con le dichiarazioni programmatiche al Teatro antico. Le intenzioni ci sono e l’assunzione d’impegno pure; vedremo poi quali saranno i risultati. Ad ogni modo, Poletti si impegna a rendere conto di quanto verrà fatto, magari tornando a Taormina supportato da fatti compiuti e non solo dalle parole. La portata dell’iniziativa va valutata a lungo termine e l’impegno dovrà essere dimostrato anche dopo il significativo momento alla presenza di stampa e fotografi. «Adesso sappiamo a chi dobbiamo attribuire la responsabilità e chi dovrà renderne conto» glissa Mr. Gere subito dopo la firma del ministro. A prova del fatto che tra fare promesse e poterle mantenere c’è una bella differenza. Insomma, non la si può dare a bere troppo facilmente, tantomeno a un attore americano.

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