Rosario Crocetta

«Rinnoverò la convenzione del Bambin Gesù per un anno, poi si vedrà». Lo ha dichiarato il governatore Rosario Crocetta, a margine della cerimonia ufficiale di istituzione della Città Metropolitana a Messina e del relativo passaggio di consegna tra Filippo Romano e Renato Accorinti alla guida dell’ente di Palazzo dei Leoni. Nell’occasione era presente anche il presidente del Consiglio comunale di Taormina, Antonio D’Aveni che ha avvicinato il presidente della Regione per un confronto sulla problematica della Cardiochirurgia pediatrica di Taormina.

Confronto con D’Aveni. Crocetta si è limitato, in sostanza, ad una breve dichiarazione: «Devo dire ed anzi chiedere una cosa ai cittadini. Di fronte alle spese e gli sprechi di questi cosa avreste fatto al mio posto? Ad ogni modo, intanto, farò una proroga». «Dopo queste affermazioni del governatore – spiega il presidente del Consiglio comunale di Taormina, D’Aveni – non potevo rimanere fermo e ho avvertito la necessità di un confronto col governatore. Mi sono, quindi, avvicinato al presidente Crocetta e gli ho detto: “non condivido le sue affermazioni, invieremo le carte alla Corte dei Conti. Il Centro di Cardiochirurgia pediatrica deve rimanere a Taormina”». «Crocetta – aggiunge D’Aveni – mi ha risposto “io, intanto, lo rinnovo per un anno”. Ora aspettiamo che venga formalizzata la proroga. Poi è chiaro che bisognerà lottare affinché si possa arrivare ad una soluzione che preveda due centri specialistici in Sicilia, uno a Palermo per l’area Occidentale e uno a Taormina, già esistente, per la Sicilia Orientale e che, oltretutto, serve anche la Calabria».

L’attesa. Sono ore cruciali, ed intanto nella serata di venerdì qualche medico ha dovuto svuotare l’armadietto essendo giunto a fine contratto. Un esempio eloquente della situazione di incertezza sin qui in atto in contrada Sirina, dove i genitori non si sono mai fermati nella loro commovente battaglia finalizzata a sollecitare quella svolta che ci si augura possa davvero arrivare subito. L’attesa di un intero comprensorio è quella per una proroga che può rappresentare il punto di (ri)partenza verso il futuro, per consentire la prosecuzione delle attività nel centro specialistico che rappresenta un “fiore all’occhiello” della sanità del Sud Italia.

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