Taormina bambin Gesù genitori attesa
Caterina Rizzo

«Per scongiurare la chiusura del Centro di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina sono state spese tante parole, si sono susseguite azioni di protesta, raccolta firme, trasferte istituzionali, appelli dei genitori, ma a tre giorni dalla scadenza della convenzione con il Bambin Gesù il destino della Cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale San Vincenzo di Taormina rimane avvolto dall’incertezza». Lo ha dichiarato Caterina Rizzo, portavoce dei genitori dei bambini ricoverati ed in cura al “Bambin Gesù” di Taormina. La proroga annunciata nei giorni scorsi dal presidente della Regione Crocetta al sindaco di Taormina non arriva e i genitori dei piccoli pazienti di contrada Sirina sono sempre più preoccupati. Cosa accadrà nelle prossime ore? E’ uno scenario da incubo quello che stanno vivendo tante famiglie, mentre la politica non decide e non formalizza – almeno sino a questo momento – un atto che dia una svolta e sancisca la conferma della struttura a Taormina. «In questa Italia accadono cose a dir poco bizzarre – spiega Caterina Rizzo -. Vediamo la tv e i telegiornali aprono con la notizia che sarà operato in settimana Berlusconi per sostituzione valvola aortica. Il suo medico personale ci dice che Berlusconi “ha rischiato la vita”. Ma con tutto il rispetto per Berlusconi, a mia figlia è stata cambiata due volte e nessun tg ne ha mai parlato come prima notizia. In TIC a taormina ci sono bambini che stanno rischiando la vita, ma nessuno ne parla. Siamo forse figli di un Dio minore? Eppure stiamo parlando del Centro specialistico migliore che c’è al Sud per quanto concerne la Cardiochirurgia pediatrica».

Dubbi e amarezza. Poi Caterina Rizzo si rivolge ad un bambino, il piccolo Riccardo, che al lotta in queste ore per la vita e alla propria famiglia che lo assiste: «Vorrei che solo per un secondo Crocetta si trovasse al posto di Riccardo. Capirebbe cosa vuol dire soffrire per un figlio. Un augurio speciale al piccolo Ettore giunga da tutti noi». Il padre del bambino ha rivolto un messaggio al presidente Crocetta: «noi siamo qui dietro la porta, con mio figlio col torace aperto e con i medici 24 ore su 24 insieme a noi. Se si deve fare qualcosa pensiamoci subito. Perché questi ce…i di politici se ne fregano». Allora concludiamo con un interrogativo: sino a che punto si può giocare con la vita dei bambini? Sino a che punto si può spingere l’ostinazione a non dover determinare subito una condizione di certezza e di serenità per i bambini, per le loro famiglie e per i lavoratori del Centro Bambin Gesù di Taormina? Interrogativi ai quali la politica palermitana dovrebbe rispondere in fretta, perché anche il tempo delle riflessioni e delle valutazioni si è ormai concluso.

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