Taormina, ex pretura
Taormina, ex pretura

Ultimato l’iter burocratico delle opere effettuate all’ex pretura ed alla biblioteca comunale per il progetto del “Museo diffuso”, finanziato a suo tempo dalla Regione. Gli interventi sono stati già eseguiti e portati a termine lo scorso anno. Ora, dopo alcune lungaggini, il Comune, con apposita determina a firma del Responsabile per il procedimento, l’arch. Lucia Calandruccio, ha formalizzato la determina con la quale si approva il certificato di Collaudo tecnico-amministrativo e del conto finale dei lavori per il «Museo diffuso per le arti e la cultura contemporanea».

Gli interveniti. Il tutto concerne gli eseguiti lavori di restauro conservativo con consolidamento strutturale del palazzo della ex Pretura ed il restauro conservativo della ex Chiesa di Sant’Agostino. L’iniziativa venne finanziata dalla Regione con un importo di un milione e 598 mila euro. Mentre nella sala ristrutturata della Biblioteca è previsto un museo di attività contemporanee, con apparecchiature multimediali, invece nell’ex pretura si intende realizzare un Museo del cinema. Si tratta di iniziative che dovrebbero essere sovrintese, insieme al Comune, da Taormina Arte, alla quale per altro, stando alle indicazioni della casa municipale, dovrebbe andare proprio l’ex pretura in affidamento nell’ambito del patrimonio per la futura Fondazione.

Vita culturale. La determina attuata da Palazzo dei Giurati ha, in sostanza, concluso la lunga trafila burocratica e ora spalanca le porte all’avvio della fase operativa per l’utilizzo dei due siti che potranno essere restituiti alla pubblica fruizione. L’ex pretura è rimasta chiusa da circa un ventennio a questa parte, da quando fu trasferita a Trappitello l’allora sede degli uffici del tribunale (nel 2013, poi, spostata a Messina), e la sala ristrutturata della biblioteca veniva invece utilizzata sino a qualche tempo ma da anni era alle prese con evidenti problemi di umidità e necessitava di un ampio intervento di restyling. Ora il maquillage dei due siti si è concretizzato ed è arrivato il momento di riattivare questi edifici per restituirli alla vita culturale della città.

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