Taormina, Villa san Pancrazio
Taormina, Villa san Pancrazio

Una nuova campagna scavi in corso a Villa San Pancrazio, acquistata di recente all’asta da una società, la “Luxury Collection Srl”, che opera nel settore turistico ricettivo e che a Taormina è già proprietaria del lussuoso albergo “The Ashbee”. Le operazioni in corso in questa fase, sotto l’occhio attento della Soprintendenza di Messina e dell’Università di Messina, sono attività preliminari necessarie alla successiva redazione della progettazione e del restauro, e si tratta quindi di indagini archeologiche.

Il complesso. Villa San Pancrazio è stata acquisita, come detto, dalla nuova proprietà nel corso di un’asta giudiziaria (vendita senza incanto) per un milione 998 mila euro il 19 novembre scorso. Il complesso si compone dell’immobile che si trova accanto alla funivia e a monte si affaccia sulla centralissima via Pirandello, mentre nel versante a valle si trova la domus, la preziosa area d’epoca romana imperiale che è stata interessata da una prima ed importante campagna di scavi nel luglio 2015 a seguito della quale avvenne il recupero, a cura dell’Università di Messina, di un bene che da tanti anni era in stato di abbandono.

Verifiche in corso. Le nuove attività di accertamento archeologico sono iniziate il 2 maggio scorso. In buona sostanza, le verifiche in corso consentiranno sia di chiarire l’esatta situazione della Domus e ridefinire i confini della zona archeologica, sia di delimitare l’area che potrà essere interessata dai lavori in agenda per ristrutturare la villa con destinazione turistico-ricettiva. «Sono stati rinvenuti nuovi ambienti adiacenti alla Domus romana», spiega l’arch. Piero Arrigo, storico taorminese. Secondo Arrigo, a questo punto la nuova proprietà «perderà un’altra parte del parcheggio». La scorsa estate Villa San Pancrazio era stata utilizzata proprio come parcheggio dai precedenti proprietari. In ogni caso sulla Domus esiste un vincolo storico-artistico trascritto il 17/8/79 e l’aspettativa in città è che, nella parte a valle di Villa San Pancrazio, si possa così concretizzare una musealizzazione dei reperti storici con la possibilità di fruizione del bene per la collettività.

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