Il vicesindaco Mario D'Agostino
Il vicesindaco Mario D'Agostino

«Siamo consapevoli delle difficoltà e dei tanti ostacoli ma non abbiamo nessuna intenzione di mollare. Il percorso avviato in questi anni dalla Città di Taormina va avanti, e saremo ancor più determinati di prima». Così Mario D’Agostino, vicesindaco ed assessore alla Cultura di Taormina rilancia proprio la candidatura della Perla dello Ionio nella sempre più complicata corsa per l’ingresso nel patrimonio Unesco.

Nessuna presenza italiana. A luglio di quest’anno ad Istanbul si riunirà la 40esima commissione Unesco per decidere l’inserimento di nuovi “heritage”: per la prima volta dagli anni Duemila, tra i siti in corsa per la nomination (stavolta 29) non ci sarà nessuna bellezza italiana. Ma la preoccupazione è arrivata, con largo anticipo, in vista del 2017, perchè secondo Franco Bernabè, neo eletto presidente della Commissione Italiana Unesco, l’intenzione sarebbe quella di proporre Ivrea. Bernabè ha parlato di “scelta condivisa”, aggiungendo: nessun italiana è in lizza ma forse l’anno prossimo avremo più chance di andare a colpo sicuro con la nostra scelta, ovvero quella di presentare Ivrea città industriale del XX secolo.

Lavoro incessante. «Che le difficoltà per una candidatura di Taormina ad un riconoscimento dell’Unesco siano reali – afferma D’Agostino -, è indubbio. Lo dice, d’altronde, con molta chiarezza il neo presidente Bernabè quando spiega che l’Italia “ha fatto il pieno” di candidature negli anni passati, e questo è un limite a nuovi riconoscimenti. Ma il percorso che Taormina da diversi anni sta tentando, con l’ausilio tecnico di personalità di grande spessore culturale e sotto il tutoraggio del Ministero, ha già prodotto un risultato importante: il coinvolgimento reale e convinto di numerose comunità, parchi ed Enti pubblici, nell’idea che Taormina ed il suo comprensorio possa fare parte del Programma “MaB”, ovvero un progetto – sempre sotto l’egida dell’Unesco – in cui il territorio, il suo ecosistema e le comunità al suo interno possano essere tutelate e riconosciute».

Obiettivo Mab. Il piano B è già scattato e ora Taormina punta ad ottenere il placet per l’istanza finalizzata all’istituzione della prima riserva siciliana della Biosfera. La città del Centauro ora si concentrerà sul Programma MaB (Man and Biosphere), il cui iter dovrà essere formalizzato entro settembre 2017, e nella cui ottica si è concretizzata di recente la firma di un apposito protocollo d’intesa tra il Parco dell’Etna ed il costituendo Sito Unesco Taormina-Naxos-Valle d’Alcantara e d’Agrò per una candidatura condivisa. D’Agostino evidenzia questo obiettivo senza fare giri di parole: «Vi sono attualmente 13 riserve “MaB” in Italia, e nessuna in Sicilia. Raggiungere questo risultato è nostro obiettivo e faremo tutti i passi necessari per il suo ottenimento. Non si possono negare le bellezze paesaggistiche che il nostro territorio offre, dunque porteremo avanti fino in fondo un percorso finalizzato al riconoscimento di Taormina quale patrimonio dell’Umanità».

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