Si è riunito nella mattinata di oggi a Taormina il direttivo di Federalberghi Sicilia. Al centro della riunione, a cui hanno partecipato i membri del Consiglio e della Giunta, difficoltà e aspirazioni del comparto turistico siciliano, con un occhio particolare alla Perla. Lo ha dichiarato Nico Torrisi, Presidente Regionale Uras Federalberghi Sicilia e Vicepresidente nazionale di Federalberghi, intervistato dal direttore di TaorminaToday Lucia Gaberscek

Attenzione al comparto e vigilanza sulle strutture abusive. Sono queste le maggiori richieste emerse dalla riunione odierna, ma non solo. «In generale – ha affermato Torrisi – reclamiamo una maggiore attenzione da parte del governo regionale, soprattutto quando arriverà il momento di formulare i nuovi bandi che dovranno servire per riqualificare sempre più quello che dovrebbe essere, ma ancora non è, il più grande settore strategico siciliano: il turismo».

Un’attenzione particolare verso Taormina, scelta come location per il prossimo G7. «Taormina resta la nostra più bella carta di presentazione», ha proseguito Torrisi che considera la scelta della città «un grandissimo riconoscimento per la nostra terra». «Taormina è una destinazione matura – ha aggiunto – che funziona bene, ma potrebbe funzionare meglio, riempiendo la città tutto l’anno, non solo in alta stagione. Criticare Taormina risulta difficile, vogliamo essere critici in senso migliorativo». Un tasto dolente per la Città del Centauro è proprio la destagionalizzazione del turismo, su cui si dibatte da tempo senza riuscire a trovare la strada giusta, almeno fino ad ora. Rischiare e avere realmente voglia di farlo è, secondo il Presidente di Federalberghi Sicilia, l’unico modo per riuscirci, ma è necessaria una sana collaborazione tra privato e pubblico.

Carenze infrastrutturali. Proprio in vista del G7, ma più in generale per un rilancio turistico della città, a preoccupare sono le carenze infrastrutturali che potrebbero avere ripercussioni negative su scala mondiale. Torrisi non si riferisce esclusivamente alle condizioni generali delle linee autostradali o ferroviarie, ma alle strutture che intendono ospitare grandi eventi di tipo turistico, come i palazzi dei congressi, pochi o ridotti male come nel caso di Taormina, o all’assenza di strutture che permettano di ospitare grandi eventi sportivi. «Abbiamo un gap enorme da colmare – ha dichiarato Turrisi in merito – prova ne sia la mia città, Catania, che ha ereditato grandi strutture che allo stato attuale sono fatiscenti e necessitano di manutenzione straordinaria».

Il futuro di Taormina. In quale direzione devono dunque muoversi gli albergatori? Torrisi non ha dubbi: «Devono guardare alla propria destinazione: Taormina, ribadisco, è una destinazione matura sul turismo del lusso, guai a cercare qualcosa di diverso se si intercetta chi paga meglio, ma bisognerà capire che il turismo nelle grandi città intercetta tutte le fasce», da quello scolastico, a quello di business, congressuale, fino a quello di altissima fascia. Prendere spunto da chi ha avuto fortuna si può, e il Presidente di Federalberghi Sicilia cita in questo senso San Vito Lo Capo che è riuscita a raggiungere un successo non indifferente negli ultimi anni. «La Sicilia è veramente vasta: la ricetta non può essere la stessa ma – ha concluso Nico Torrisi – alcune esperienze si possono copiare da chi ha fatto bene le cose».

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