Pippo Baudo, conduttore televisivo italiano
Pippo Baudo, conduttore televisivo italiano

Ottanta anni da re della tv, 80 anni da innamorato vero di Taormina. Il 7 giugno è la data di compleanno di Pippo Baudo, l’uomo che per mezzo secolo ha dominato la scena della tv italiana ma che soprattutto nei suoi 54 anni di carriera non ha mai perso di vista la sua Sicilia, lui che è originario di Militello, Val di Catania, e ha portato in alto il nome di Taormina come fosse la sua città. Già, perché il “Pippo nazionale” è stato l’icona mediatica dell’epoca d’oro di Taormina, quando Taormina non era un semplice botteghino estivo ma l’epicentro vero dello show e quando gli spettacoli arrivavano dritti al cuore della gente e ci rimanevano poi a lungo. Della carriera di Pippo Baudo tutto si sa e tutto è stato scritto o forse qualcosa no. A noi piace evidenziare il suo lungo straordinario legame con Taormina: «sembravo un cucciolo ma qui mi sentivo un leone, al centro di questa platea e di un pubblico osannante e felice».

La carriera. D’altronde il sovrano nazionale del piccolo schermo non ne ha mai fatto mistero di questo suo profondo amore per la città del Centauro: «A Taormina, soprattutto al Teatro Antico, ho trascorso momenti bellissimi e vorrei che il Teatro Antico tornasse splendido e bello come una volta. Qui c’è stata la festa del teatro, qui Edoardo De Filippo ha fatto il suo testamento affidando al figlio Luca la prosecuzione della sua attività, tanti attori e tanti personaggi, qui c’è stato il grande direttore d’artistico messinese Giuseppe Sinopoli e la sua straordinaria orchestra, e poi le stelle mondiali del cinema Liz Taylor, Richard Burton, Alain Delon, Claudia Cardinale. A Taormina ho passato momenti dolcissimi. A Taormina abbiamo fatto la festa della commedia musicale e tutti insieme c’erano a Taormina Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi, Alberto Sordi, Monica Vitti. Il tempo passa ma Taormina è bellissima, mi riporta indietro di 20 anni e mi fa sentire più giovane».

Il legame con Taormina. La platea taorminese non ha dimenticato Baudo, conduttore di successo, organizzatore infaticabile, scopritore vero di talenti, macchina (televisiva) da guerra e uomo simbolo della televisione di quegli Anni Ottanta e Novanta in cui sceglieva spesso e volentieri la Perla dello Jonio per la diretta sul primo canale Rai di tanti eventi. Addirittura per qualche tempo gli fu negata l’autorizzazione di far svolgere delle sfilate di moda al Teatro Antico e lui scelse di andare in scena comunque da piazza IX Aprile, portando le immagini di Taormina in prima serata sulla più importante emittente tv nazionale.
Per questo la folla del Teatro Antico ha tributato a Pippo Baudo una meritata e sincera standing ovation nel maggio 2014 in occasione del concerto di Laura Pausini, la grande artista emiliana da lui a Sanremo nel 1993.

L’attacco alla mafia. Il legame tra Baudo e Taormina è ancora più profondo se si pensa che da qui il presentatore catanese lanciò un duro attacco alla mafia. Secondo Pippo la mafia lo aveva preso di mira tanti anni fa per via di alcune sue affermazioni fatte in occasione della celebrazione del giudice Chinnici a Taormina. Quella volta Baudo parlò male della mafia e, a seguire, ci fu una terribile vendetta. «E’ una vicenda che mi costò molto cara, e non solo in termini economici ma ovviamente morali. Nel 1991 la Mafia, a seguito di alcune affermazioni, venne a casa mia, distruggendo completamente la mia villa che avevo fatto costruire ad Acireale. Un regolamento di conti in vecchio stile. Fortuna… che non mi trovarono». A distanza di qualche anno, il presentatore fece ricostruire la villa, ma si accorse che non aveva più voglia di stare in quel posto. Non sarebbe più riuscito a sentire quella casa, come un luogo sereno, dove trascorrere del tempo nella sua amata Sicilia. Così decise di venderla.

Premi. Negli Anni d’oro di Taormina e nell’epoca in cui lui dominava la scena televisiva italiana, Pippo Baudo ha collaborato più volte con Taormina Arte. Serate di altissimo livello condite da sfiziosi momenti leggeri. Indimenticabile il premio teatrale “Biglietto d’oro”, presentato nel 1989 da Baudo ed in onda su Raiuno con Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina mattatori del famoso sketch “U purtau u pani papà”. Solo i tanti impegni di quel tempo con la Rai hanno probabilmente impedito a Baudo di coronare il sogno di fare il direttore artistico di Taormina Arte, e non vi è dubbio che sarebbe stato un connubio perfetto. Un “sogno proibito” che Baudo continuò in gran segreto a coltivare sino ancora all’inizio degli Anni Duemila, quando si informava sulle vicende di Taormina Arte confidandosi con un suo amico giornalista, da poco scomparso, innamorato come lui in modo viscerale di Taormina.

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