Bambin Gesù Taormina - Il Prof Galantowicz durante un intervento in Sala ibrida
Bambin Gesù Taormina - Il Prof Galantowicz durante un intervento in Sala ibrida

Oltre 5 mila firme raccolte per salvare la Cardiochirurgia pediatrica del “San Vincenzo” di Taormina. Il dato è stato reso noto ieri dal Comitato “Salviamo il Bambin Gesù di Taormina”, presieduto da Caterina Rizzo. E’ una battaglia senza sosta quello che stanno portando avanti i genitori dei bambini ricoverati ed in cura nel centro specialistico di contrada Sirina, all’interno dell’ospedale San Vincenzo di Taormina. La proroga di un anno, che dovrebbe essere sottoscritta tra Regione Siciliana e Bambin Gesù di Roma, non ha fermato la petizione finalizzata a dimostrare la mobilitazione collettiva dei cittadini in favore della permanenza nella Perla dello Jonio della struttura istituita sei anni fa.

Battaglieri. «E’ una corsa alla firma davvero commovente quella a cui stiamo assistendo in queste ore – spiega Caterina Rizzo -. Possiamo dire di essere arrivati ad oltre 5 mila firme raccolte e numerosi moduli sono ancora in giro per i vari Comuni dove abbiamo avviato l’iniziativa quindi il dato potrebbe anche essere superiore. Non ci aspettavamo tanta solidarietà per i bambini ed è un dato che ci riempie il cuore di gioia. Proseguiremo la raccolta sino alla prossima settimana, quindi invieremo tutto al presidente Crocetta». I genitori vogliono, insomma, ribaltare il destino precario del Centro “Bambin Gesù” e puntano dritti a dare certezze alla struttura ubicata nel primo polo turistico siciliano. L’obiettivo principale, a suo tempo, posto alla base della mission del “Bambin Gesù” era quello di arginare il fenomeno dei viaggi della speranza garantendo l’alta specialità dei servizi di cardiologia e cardiochirurgia ai piccoli pazienti siciliani e delle aree territoriali limitrofe come la Calabria.

Numeri d’eccellenza. I numeri confortano il buon esito di quella mission: il Centro del Mediterraneo è riuscito a diventare punto di riferimento per tutto il Mezzogiorno con numeri importanti: 3 mila ricoveri, oltre 800 interventi chirurgici, 2.300 pazienti trattati tra emodinamica ed interventistica, oltre 60 pazienti operati nelle neonatologie esterne in Sicilia e Calabria ed il 20% di mobilità attiva extraregionale. Sulla questione ora ha presentato un’interrogazione all’Ars anche l’On. Marco Falcone, presidente del gruppo parlamentare di Forza Italia all’Ars, che nella sua istanza evidenzia come la situazione di incertezza creatasi «abbia gettato nel panico le famiglie dei tanti bambini con problemi cardiopatici congeniti in cura presso il Centro, e la disperazione li ha portati ad incatenarsi per protesta.

Appello alle istituzioni. Numerosi cittadini, inoltre, si sono rivolti per iscritto al Presidente della Regione ed all’Assessore alla Salute, a difesa di questa eccellenza indiscutibile della sanità siciliana». Falcone interroga il Governo per sapere se «non reputi doveroso mantenere in vita il Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo di Taormina». La vicenda, insomma, sta unendo un intero comprensorio, una provincia che non si è arresa davanti al pericolo della soppressione del “Bambin Gesù” e vuole andare oltre la proroga annuale che tra qualche mese rimetterebbe di nuovo tutto in discussione.

© Riproduzione Riservata

Commenti