Vittorio sabato, vicepresidente del Consiglio comunale - Foto di Angelo Nicita
Vittorio sabato, vicepresidente del Consiglio comunale - Foto di Angelo Nicita

«Il dissesto si può e si deve evitare. La Corte dei Conti ha ragione a bastonarci, esige un riassetto preciso e sostenibile delle finanze comunali, ma che senso ha litigare e dividersi su un argomento che dovrebbe unire tutta le forze politiche nell’interesse della città?». Così il vicepresidente del Consiglio, Vittorio Sabato, commenta l’esito della discussione in aula sul piano di riequilibrio, esitato dall’aula ma sul quale il voto non è stato unanime (11 voti favorevoli, 5 contrari e 2 astenuti).

Debiti del passato. «I contenziosi vengono da lontano e non nascono certamente adesso. Bisognava tutti essere d’accordo e dare un segnale importante alla Corte dei Conti. Mi rammarica quanto accaduto. Questo iter di riequilibrio andava votato all’unanimità. Il dissesto non può essere uno spot politico per dire che si è di opposizione e che non si appartiene ad un’Amministrazione in carica. La città viene prima di tutto e bisognava essere coesi e compatti. L’ho detto e lo ripeto: qui non ci sono manager, non ci sono manager in Consiglio comunale ed è importante avere buon senso in certi casi. A cosa portano le polemiche? A niente, solo a farci del male».

La cultura del no. «In questa città – aggiunge Sabato – prevale troppo spesso la logica e la cultura del “no”: “no” al porto”, “no” alla strada monte, “no” alle funivia, “no” a tutto e a prescindere da cosa si tratti. C’è sempre chi rema contro e questo non è accettabile. Non si può polemizzare su tutto, ci stiamo mettendo serietà e impegno, non siamo economisti di rango mondiale ma gente che ha voglia di aiutare il proprio paese. E tanto per essere chiari, non si può osteggiare un piano di riequilibrio soltanto perché magari c’è un fatto personale contro l’assessore Salvo Cilona, che su questo piano ha lavorato in maniera seria e con impegno».

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