G7 Taormina effettuati primi sopralluoghi

In attesa dei contatti “istituzionali” con le autorità locali, primi sopralluoghi in gran segreto a Taormina per i funzionari del Governo italiano in vista del G7 del 26 e 27 maggio. Secondo alcune indiscrezioni gli “007” di Palazzo Chigi sarebbero già entrati in azione per effettuare delle ricognizioni iniziali in zona. Ad un anno dal vertice delle sette super-potenze si preparano stringenti controlli e misure eccezionali di sicurezza per accogliere gli incontri dei Capi di Stato in Sicilia. Per questo si punta ad uno studio capillare del territorio in ogni suo aspetto e ad evidenziare tutte le criticità da affrontare.

Super sicurezza. Saranno almeno 20 mila gli uomini delle Forze dell’ordine che verranno messi in campo per lo svolgimento ottimale del summit internazionale in agenda a Taormina. Una parte consistente degli agenti scorterà, soprattutto, in ogni suo movimento il futuro presidente degli Stati Uniti ma analogo trattamento blindato sarà riservata anche agli altri sei rappresentanti di Stato.

L’arrivo del presidente Usa. L’erede di Barack Obama, potrebbe arrivare la mattinata del primo giorno di G7 e verrebbe accolto con un pranzo di lavoro insieme al primo ministro italiano. Per ragioni di sicurezza non si conosceranno le date e neppure gli orari di arrivo dei capi di Stato, ed in particolare per quanto concerne i leader che utilizzeranno l’aeroporto di Catania. In questa fase il Governo italiano, tra i vari aspetti da predisporre, si starebbe concentrando soprattutto sulla ricerca di un’area dove fare atterrare senza troppe difficoltà l’Air Force One del prossimo presidente americano. Servirà senza alcun dubbio la realizzazione di una elipista, che da sempre manca a Taormina e che stavolta verrà finanziata è fatta realizzare al più presto direttamente da Roma. Proprio questa opera viene considerata una priorità assoluta ed imprescindibile.

Sinergie. Per evitare disordini e azioni dei movimenti sociali scatteranno controlli di identità a campione, a tappeto, alle porte di ingresso del paese, con una “cerniera” di sicurezza che andrà pure oltre Taormina e si estenderà da Letojanni a Giardini. Forze speciali dell’esercito presidieranno le aree più a rischio di attacchi non convenzionali, anche con l’utilizzo dei droni, e in collaborazione con la guarda costiera sarà predisposto un piano finalizzato a prevenire possibili tentativi di attacchi terroristici dal mare. Dopo gli attentati in Francia e Belgio le autorità hanno anche aumentato il livello di sicurezza all’interno di locali pubblici, luoghi di ricreazione e aggregazione, quindi c’è da aspettarsi una serie di controlli più rigorosi anche in tal senso nella due giorni del G7.

Oltre 7 mila giornalisti. Come accade puntualmente per i vertici di questi livelli, gli organizzatori dovranno poi pensare alla prevedibile invasione della stampa mondiale a Taormina. Si prevede la presenza di circa 7 mila giornalisti provenienti da ogni parte del pianeta, per i quali si dovrà approntare un apposito punto operativo che potrebbe essere il Palazzo dei Congressi. È chiaro che prima di tutto il palazzo andrà messa a norma e serviranno interventi per circa 4 milioni di euro. Non sarebbe da escludere, tuttavia, neppure qualche soluzione alternativa, anche perché l’auditorium di piazza Vittorio Emanuele II non è in grado di soddisfare da solo l’intero flusso di migliaia di addetti ai lavori che raggiungerà la città del Centauro.

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