Comune di Taormina

Il Consiglio comunale di Taormina ha approvato nella tarda serata di ieri il piano di riequilibrio da (ri)presentare al Ministero degli Interni e alla Corte dei Conti. Il voto favorevole è arrivato al termine di una seduta movimentata protrattasi per quasi 5 ore. A scatenare polemiche e critiche da parte dell’opposizione sono stati due emendamenti presentati in extremis in aula dal presidente del Consiglio, Antonio D’Aveni, e dal presidente della Prima commissione consiliare, Salvo Brocato. Emendamenti (inerenti gli Lsu del Comune e i bilanci di Asm) poi esitati entrambi ed ai quali non ha risparmiato bordate anche il sindaco Eligio Giardina che ha dichiarato «non ne ero a conoscenza, nessuno mi ha avvertito». Il piano è stato approvato con 11 sì, 5 voti contrari e 2 astenuti.

La storia debitoria. «I debiti – ha spiegato il sindaco Eligio Giardina – vengono da lontano, si è documentato chiaramente che provengono dalla fine degli Anni Novanta e sono per lo più antecedenti il 2001. Ma la politica è continuità quindi ora si trova a doversi fare carico della situazione debitoria. Su Impregilo l’unico titolo esecutivo esistente è di 4 milioni 800 mila euro. Quello di 28 milioni non esiste ed infatti lo abbiamo evidenziato nel nuovo piano. C’è invece ancora in corso a Palermo un procedimento nel quale rivendichiamo quanto certificato nel collaudo dei parcheggi e potremmo ottenere 10, 20 o 30 milioni di risarcimento danni. In ogni caso siamo fiduciosi di poter superare l’esame del Ministero e della Corte dei Conti. Taormina ha tutti i numeri per andare avanti».

Ecco cosa è stato fatto. «Ci additano di non aver affrontato il problema in modo serio – ha detto l’assessore al Bilancio, Salvo Cilona – ma in questi mesi abbiamo lavorato in silenzio e con parsimonia. Abbiamo cercato di predisporre un piano veritiero e sostenibile. È emersa intanto la possibilità di contrarre un mutuo al quale attingere presso la Cassa Depositi e Prestiti per avere la possibilità di adempiere al pagamento dei debiti fuori bilancio antecedenti l’8 novembre 2001, e si parla di un mutuo che prevedrebbe di spalmare il tutto in 20 anni e con un impegno da parte del Comune di circa 900 mila euro l’anno. Un maggior gettito dovrebbe arrivare dalla tassa di soggiorno già aumentata dal 1 gennaio scorso. Forse non abbiamo fatto tutto quello che andava fatto ma il cambio di rotta c’è stato. Sarà pronto a breve il nuovo bando per la riscossione dei tributi e stiamo cercando di recuperare il “sommerso”, al cui proposito la Guardia di Finanza ci ha chiesto dei documenti che abbiamo già consegnato. La questione è stata anche denunciata dagli albergatori per concorrenza sleale da parte di alcuni B&B e case vacanza e ci siamo accorti che c’erano soggetti che non versavano al Comune nemmeno un euro. Siamo consapevoli che dovremo abbassare il costo della tassa sulla spazzatura».

La critica di Valentino. «Qual’è la logica di un emendamento per la stabilizzazione del personale Asu? – ha detto il consigliere Carmelo Valentino -. Qui siamo sempre stati tutti vicini al personale del Comune ma si rischia di dare un messaggio ben diverso alla Corte dei Conti. Prima parliamo dei tagli e poi illudiamo la gente perché è chiaro che in questo momento non può esserci nessuna certezza e bisognava essere decisamente più prudenti. E chi vuol capire capisca. E poi che dire di Asm: dove sono i risparmi e contenimenti dei costi di cui si parla in questo piano di riequilibrio? E l’erogazione dei servizi quale sarebbe visti che i bus sono sempre quelli delle gestioni passate?».

Il pensiero di Graziella Longo. «Si è parlato di un piano di riequilibrio complesso ma a mio avviso è invece molto semplice. Al Ministero come alla Corte dei Conti va rappresentato tutto in maniera corretta e precisa sulla realtà economica della città di Taormina. Asm non c’è stato in questa gestione nessun risparmio e nessun contenimento della spesa» ha detto anche il consigliere Graziella Longo, che ha parlato in aula di «gravissime irregolarità nei bilanci 2011 e 2012». «Sui bilanci 2011, 2012 e 2013 il Consiglio comunale doveva già da tempo determinarsi ma non si è ancora pronunciato e da oltre un anno rimangono inesitati».

Gli emendamenti della discordia. «Il piano precedente – ha dichiarato il consigliere Eugenio Raneri – non era sostenibile e ora c’è questa grande opportunità, la sola e unica, di accedere ad un mutuo per riportare Taormina sui binari e sottrarla al pericolo del deragliamento. Ma non è corretto ed anzi appare gravissimo quanto accaduto nei confronti della città. Io a testa alta dirò alla città quanto verificatosi. Gli emendamenti non andavano presentati. Il bene primario era l’approvazione del piano di riequilibrio, l’arroganza dei numeri non porta da nessuna parte. La Corte dei Conti chiederà sicuramente dei chiarimenti. Di fronte al rischio di dissesto non ci si doveva dividere su una questione così importante».

L’attacco di Composto. «Questo è il peggior piano che si potesse fare – ha affermato il consigliere Pinuccio Composto – e si potrà fare soltanto se la Cassa Depositi e Prestiti darà il placet su un mutuo altrimenti si andrà al dissesto. Il resto, le parole positive sono cose inutili. Non è stato fatto nulla e sul bando del recupero tributi, ad esempio, da oltre 6 mesi non si sa più nulla. Sono state aumentate le aliquote delle varie tasse a danni dei soliti cittadini che pagano. Così non va bene. Questo piano è figlio di scelte politiche evidentemente errato. Il nostro giudizio è altamente negativo».

No alle lezioni di moralità. «Ci è stata fatta una lezione di moralità che io accetterei da un manager ma non mi risulta che in questo Consiglio ci siamo dei top manager – dichiarato il vicepresidente del Consiglio, Vittorio Sabato – I debiti provengono da lontano ma il vero problema è che il Consiglio comunale non comprende l’importanza di atti come il piano di riequilibrio. Non accetto lezioni di moralità, io non ci sto».

Ancora tanto da fare. «Io sono stato assessore per poco tempo – ha dichiarato il consigliere Antonio Lo Monaco – ma qualcosa è stata fatta, sono stato una voce fuori dal cuore e ad esempio i fatti della piscina comunale mi danno ragione. Sono stati fatti degli sfratti anche per alcuni locali certamente ci sarebbe ancora tanti da fare. I debiti fuori bilancio non erano mai stati dichiarati dai dirigenti e purtroppo negli anni non c’è mai stato nessun richiamo».

Fuori programma. «Gli emendamenti andavano messi nel cassetto – ha dichiarato il consigliere Piero Benigni -. Non esisteva nessun motivo per presentarli. È sconcertante ed inaccettabile quanto accaduto. Siamo stati chiamati a partecipare a delle riunioni in queste settimane e poi all’improvviso saltano fuori questi emendamenti. Per quale reale ragione sono stati concepiti e presentati gli emendamenti?».

Piano poco credibile. «Questo piano non è credibile e nemmeno votabile – ha detto il consigliere Alessandra Caltabiano -. Fare un debito per pagare altri debiti è la logica di questo piano con un mutuo che colpirà nel tempo i cittadini. A noi questa politica non piace e non la condividiamo».

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