Manuli: «Mi corre l’obbligo di intervenire sul prospettato piano di rientro»

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Gentilissimo Direttore,
Mi corre l’obbligo di intervenire sul prospettato piano di rientro esitato ieri notte dal Consiglio Comunale, sia come cittadino che come ex esperto del Sindaco:
Nella lunga e argomentata discussione tenutasi, non si può fare a meno di notare il comportamento, che qualche autorevole “amico” riterrebbe affetto da schizofrenia-bilaterale (forse il termine non è esatto ma da chiaramente il senso) da un atteggiamento critico e motivato, anche da numeri, si è passati ad un tacito consenso sempre motivato per il bene di Taormina! Meglio sarebbe stato tacere, inoltre la presentazione di due emendamenti, di maggioranza, pregiudizievoli e anche inutili, alla proposta del Sindaco su un così decisivo argomento danno il segno di un arrabattarsi solo per la conquista di una qualche visibilità con sottofondo elettorale, dare illusioni di un qualcosa che è assolutamente “etereo” ma queste sono solo personalissime opinioni.

Il piano di rientro…
1. a quanto ci è dato sapere e a quanto è emerso dal dibattito in consiglio non è che la riproposizione del piano bocciato dalla corte dei Conti, anche se a detta del segretario il giudizio è ancora sospeso e dunque tecnicamente non bocciato? Mi chiedo presentando un nuovo piano significa aver abbandonato quel giudizio o lo teniamo in essere per ogni evenienza e su quali basi tecnico legali?
2. E’ apparso a tutti chiaro, che il parere del collegio del revisore, visti i 21 rilievi e raccomandazioni fatte con dovizia certosina, era ed è sostanzialmente negativo… anche se conclude con un “esprime parere favorevole” in sintesi con una negazione di quanto asserito per iscritto!
3. La novità consiste nell’accedere ad un mutuo per 15 milioni circa da restituire in anni 20… per il resto tutto come prima..battaglia all’evasione riconferma della pressione fiscale, utilizzo mascherato delle somme provenienti dalla tassa di soggiorno, taglio della spesa derivante dal pensionamento del personale nei dieci anni di durata del piano di recupero e a quanto pare null’altro di veramente decisivo.
Ora a prescindere, pensare di sanare una situazione debitoria con un altro debito non è altro che una manovra dilatatoria… si prende solo tempo e di solito si aggrava la situazione, se al contempo non si applicano serie misure di taglio della spesa e si apportano le dovute innovazioni all’intero sistema azienda del Comune.

Nella mia breve parentesi di esperto, ho sollecitato con note scritte, un intervento complessivo che prevedeva alcune significative operazioni:
a) approvazione della pianta organica, da parte della giunta, già predisposta dagli uffici e invio al Consiglio per le dovute determinazioni.
b) Approvazione del regolamento suoli pubblici, da parte della Giunta e invio al Consiglio per le determinazioni dovute
c) Approvazione della delibera di giunta per la tutela del territorio e inoltro al Consiglio per le determinazioni del caso
d) Intervento deciso e immediato sulle partecipate, con rimodulazione delle due principali Azienda trasporti, e Rete fognante: la prima da riportare nel solco della gestione in casa, ciò comporterebbe notevoli benefici.. un notevole flusso di cassa, un risparmio netto di oltre 400 mila euro, anno costo politico, una riorganizzazione del personale A S M, un più puntuale controllo della stessa e un utile di gestione di oltre 500 mila euro annui i dati sono tratti per induzione dal tributo che si paga ai parcheggi (tassa d’ingresso) e dal fatturato Funivia e Parcheggi… e sono certamente esigui per difetto! Il margine di utile dovrebbe essere molto più alto! La rete Fognante, a fronte del pericolo, imminente? Dell’assorbimento del servizio da parte della città metropolitana, già nel 2012 avevo indicato la strada da seguire subito… il conferire, congiuntamente ai Comuni aderenti, l’intero servizio al Consorzio, dopo averlo adeguato alle normative vigenti, ciò comporterebbe un notevole risparmio e alla fine del conto un notevole vantaggio economico per il Comune.. che al momento non copre il costo neanche se incassasse per intero il ruolo, e che matura oltre un milione di passività anno. Revisione accurata di tutte le altre partecipate e quelle onerose uscirne o chiuderle.
e) Sospendere l’elargizione di contributi dati, a qualsiasi titolo, fino al raggiunto risanamento.
f) Infine si era suggerito, anche per dare un segnale alla città, che si rinunciasse all’indennità di carica destinando il ricavato al risanamento del debito

Manuli Giuseppe, cittadino

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