Taormina G7 incubo black bloc verrà blindata città

«Ma col G7 arriveranno a Taormina anche i black bloc? E se poi devastano tutto?». E’ l’interrogativo che da giorni anima il dibattito sui social network, nei bar e per le strade della località turistica. Il timore è quello che il grande appuntamento del 26 e 27 maggio 2017 possa richiamare in Sicilia i cortei di protesta che in queste occasioni si verificano con adesioni da vari Paesi. L’anno scorso in Baviera si mobilitarono circa 4 mila appartenenti e simpatizzanti dei movimenti “antagonisti” per protestare contro il vertice dei potenti del pianeta. In quel caso non si registrarono però significativi scontri o incidenti e le cose andarono ben diversamente dai disordini del 1 maggio 2015 a Milano, quando entrarono in azione le “tute nere” del “NoExpo” e fecero 3 milioni di danni nel cuore del capoluogo lombardo.

Città blindata. A Taormina non sarà facile per i contestatori provare a introdursi nella città del Centauro durante la due giorni del G7. La presenza di migliaia di poliziotti (circa 20 mila stando alle prime ipotesi) blinderà Taormina e verranno controllati in maniera capillare tutti i varchi di ingresso in paese. Il piano di sicurezza non è stato, ovviamente, ancora approntato, ci sarà un anno di tempo e ancora non sono stati effettuati neppure i primi sopralluoghi preliminari. Tuttavia, qualcosa è già preventivabile per rendere l’idea di come verrà protetta la sede del G7 e cosa avviene in questi casi.

Controlli e sicurezza. Le Forze dell’Ordine controlleranno tutti i veicoli in entrata in città, sia ai caselli che nelle varie arterie di accesso a Taormina. Ai caselli autostradali verranno eseguiti controlli incrociati su targhe e documenti d’identità. Stesso discorso vale per la stazione ferroviaria, dove verranno monitorati gli arrivi. Ma soprattutto rigidi accertamenti capillari riguarderanno l’identità degli ospiti nelle strutture alberghiere ed extra-alberghiere, per evitare infiltrazioni di chi potrebbe prenotare sin d’ora un soggiorno a Taormina con intenzioni non esattamente “turistiche” in quel frangente. Per altro, le strutture ricettive verranno prese d’assalto dalle prenotazioni ufficiali degli addetti ai lavori, tra i quali circa 7 mila giornalisti e 5 mila addetti ai lavori. I controlli si estenderanno pure l’hinterland per impedire che in altre cittadine del comprensorio, come ad esempio Giardini Naxos e Letojanni, si verifichino presenze anomale di soggetti poi propensi a raggiungere Taormina in extremis per creare disordini.

Dettagli. Le Forze dell’Ordine presidieranno, in particolare, il centro storico poiché il “salotto” viene spesso preso di mira, in questi casi, da coloro che mettono in atto tecniche e tattiche di guerriglia urbana. Eloquente appare il racconto di un black bloc che lo scorso anno prese parte agli scontri di Milano: “Tutto il percorso era pieno di telecamere. Ci siamo mossi come sempre: un gruppo davanti a coprire col fumo, e dietro quelli che scassano coi martelli. Poi ci sono quelli che colorano. Gli imbrattatori. Anche loro in nero, travisati. Si arrampicano sui muri, sulle finestre, marchiano con lo spray le pareti dei palazzi o quel che resta delle vetrine. Appoggiano i “cartoni” con lo stampo della scritta. E spruzzano. La gente dalle finestre ci guardava mentre ci cambiavamo al volo. In mezzo alle nubi dei fumogeni”. Nulla dovrà essere lasciato al caso e molta attenzione sarà riservata, insomma, anche ai dettagli che vengono talvolta preparati e concordati tra i black bloc: «Un segno distintivo per riconoscersi è, ad esempio, il casco legato alla cinta dei pantaloni». E ci saranno poi misure eccezionali e protocolli rigorosamente segreti per quanto riguarda il piano di sicurezza in termini di anti-terrorismo. Ma questa è tutta un’altra storia.

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