Giorgio Albertazzi e Irene Papas prove Edipo Re al Teatro Antico di Taormina
Giorgio Albertazzi e Irene Papas prove Edipo Re al Teatro Antico di Taormina (1999)

«So i vostri desideri, o figli infelici, non li ignoro. So che il male vi contagia, ma nessuno è più infermo di me. Ognuno di voi sente per sé il dolore, non per altri, ma l’anima mia è in pena per me, per voi e per la nostra terra». Chi era presente al Teatro Antico di Taormina, nel 1999, ricorda ancora la sua sublime interpretazione di Edipo, a fianco di Irene Papas, nell’Edipo Re per la regia di Andrea Di Bari. L’opera, dopo la scomparsa di Giorgio Albertazzi, è diventata il testamento artistico del suo “passaggio” sul palcoscenico del Teatro Antico. Albertazzi, regista e attore italiano, è stato per otto anni, dal 1995 al 2003, anche direttore artistico della sezione Teatro di Taormina Arte. Dopo un inizio burrascoso, perché per la prima volta nel 1995 la kermesse culturale non aveva ricevuto il contributo della Regione, Albertazzi ha comunque lasciato una grande eredità a Taormina Arte firmando produzioni e cartelloni di successo.

Il ricordo di Ninni Panzera. «Avere nella stessa stanza Giorgio Albertazzi e Irene Papas, con alle spalle il manifesto dell’Edipo Re, è la fotografia che oggi mi porto dietro». Anche la redazione di TaorminaToday ha voluto ricordare il grande maestro del teatro italiano con le parole del segretario generale di Taormina Arte, Ninni Panzera. «Mi piace ricordarlo come un raffinato affabulatore. Al di là della sensibilità artistica la cosa che mi sorprendeva sempre era la sua capacità affabulatoria, i ragionamenti sofisticati, la profondità delle sue affermazioni». Giorgio Albertazzi arriva a Taormina in uno dei tanti e periodici momenti di crisi di Taormina Arte. «Era il 1995, anno in cui per la prima volta la kermesse culturale non riceve il contributo della Regione – spiega Panzera – Ma Albertazzi è riuscito comunque ad improntare una stagione di livello con i soli contributi dei tre enti locali che costituivano il Comitato. Un approccio per lui molto complicato – continua Panzera – uscivamo dalle grandissime stagioni e delle produzioni nazionali ed internazionali del primo decennio di Taormina Arte. Il 95, invece, segnò un primo anno di crisi e fu oggetto di lunghe discussioni e piacevoli chiacchierate fra me e lui. Voglio ricordarlo cosi – afferma sorridendo Panzera – dall’altro lato della scrivania avvolto in discussioni di impegno culturale, parlando di artisti, interpretazioni, testi. Dopo il periodo taorminese l’ho rivisto in più occasioni e quel senso di piacevolezza nel fluire dei suoi discorsi – conclude il segretario generale di Taormina Arte – è l’aspetto che ricordo e che mi ha sempre affascinato di Giorgio Albertazzi».

Il legame con la Sicilia. Le tracce di Albertazzi si ritrovano non solo al Teatro Antico ma in molti teatri siciliani. L’ultima apparizione, nel febbraio dello scorso anno, è stata al Massimo di Palermo dove ha interpretato Shylock, l’ebreo de “Il mercante di Venezia” di Shakespear. Dagli spettacoli nelle piazze per “Palermo di scena” alle rappresentazioni classiche di Siracusa tante sono le esperienze artistiche che legano Albertazzi alla Sicilia. «Ma forse quella più importante – ha raccontato Albertazzi alla stampa – la devo agli anni di direzione artistica del Teatro greco di Taormina: lì ho messo in scena uno storico “Edipo Re” accanto a Irene Papas, uno spettacolo indimenticabile e irripetibile». In quell’occasione si raccontava «emozionato di vestire i panni di Edipo dopo 30 anni e in un teatro come quello di Taormina che evoca atmosfere antiche: chi si perde questo luogo durante il festival teatrale, perde una delle meraviglie del mondo!».

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