Piscina comunale di Taormina
Piscina comunale di Taormina

E’ guerra aperta tra Comune di Taormina e Cvsm. Il presidente dell’ente gestore della piscina comunale di contrada Bongiovanni, Giuseppe Sperlinga, ha trasmesso una nota alla casa municipale – e nello specifico al sindaco, alla presidenza del Consiglio ed ai consiglieri comunali, per annunciare l’avvio di un’azione legale nei confronti di Palazzo dei Giurati. Il Corpo Volontario Soccorso in Mare lamenta una serie di inadempimenti del Comune sul contratto, e nello specifico dei ritardi nell’iter finalizzato a consentire l’avvio dei lavori finanziati al Cvsm per 490 mila euro dal Credito Sportivo.

Il documento. «Egregi rappresentanti del Comune – scrive Sperlinga – , pacta sunt servanda!! Traduciamo per scongiurare incomprensioni da parte di qualcuno: i patti vanno rispettati. L’articolo 1372 del codice civile, mutuando questo secolare principio dal diritto romano, precisa che il contratto ha forza di legge tra le parti. La regola è di una chiarezza esemplare e non necessita di alcun impegno interpretativo. La premessa è d’obbligo, poiché dalla lettura del provvedimento amministrativo in oggetto, abbiamo appreso come il Comune intenda venire meno agli obblighi assunti negozialmente nei nostri confronti con il contratto del 10 marzo 2008, repertorio n.779, con il capitolato d’oneri ad esso allegato, con la convenzione sottoscritta in pari data, con la delibera di Giunta n.56. Anticipiamo subito che non lo permetteremo, mettendo in campo tutti gli strumenti che la legge ci dà per costringere l’Ente al rispetto degli obblighi con noi assunti e in ordine ai quali si è dimostrato sino ad oggi inadempiente. Tale condotta, cronicamente irrispettosa dei patti negoziali, ha assunto negli ultimi anni la fisionomia dello scostante rifiuto degli impegni, quasi che essi siano facilmente, come fare credere le incaute ed invero improbabili conclusioni di qualcuno, ricusabili. Così non è!»

Credito sportivo. «Appare il caso di ricordare ai nostri illustri interlocutori come con due distinti atti extragiudiziali, del 24 e 14 novembre 2014, ed in precedenza con nota del 13 settembre 2013, la nostra associazione abbia già diffidato il Comune di Taormina alla messa in opera di tutti i lavori di manutenzione straordinaria della piscina, nonché di quelli allegati o del capitolato d’oneri. Questi ultimi, poi, sono, lo rammentiamo a chi non si è preso la briga di leggere i contratti, o peggio li ha letti al rovescio per autentico servilismo, indispensabili e propedeutici al completamento del programma costruttivo della cittadella dello sport, cosi come prevista dagli accordi sottoscritti dopo l’aggiudicazione della gestione. A tal riguardo, non è inutile sottolineare come il Comune di Taormina, nella persona dell’attuale sindaco si sia reso fideiussore in favore del Cvsm verso l’Istituto per il Credito Sportivo, per la linea del finanziamento agevolato di 490 mila euro, pronto per l’erogazione e necessario all’avvio dei lavori di competenza del Cvsm ma che non possono essere iniziati a causa della mancata realizzazione del muro di sostegno e delle altre opere, che invece spettano al Comune e che vanno eseguiti in maniera prioritaria. Ora non vi è dubbio che il disegno del Comune miri alla estromissione dalla gestione del Cvsm ma ciò appare indice solo di una impostazione paralegale della propria strategia. Essa non tiene conto del resto dei fatti giuridicamente rilevanti che emergono dai contratti e dalle condotte assunte dalle parti nell’esecuzione di essi. Ma di questo, evidentemente, si parlerà nelle sedi idonee».

Le somme in questione. «Al momento appare necessario richiamare l’attenzione sulla determina con la quale si dà incarico al legale che ha redatto il parere allegato di procedere al recupero coattivo di un presunto credito di Un milione 400 mila euro, lievitati in pochi giorni, da notizie di stampa, ad Un milione 800 mila euro, nei confronti del Cvsm per consumi di acqua e luce. Tralasciamo, al momento, di sottolineare i profili di opportunità se non quelli di conflitto d’interessi del professionista incaricato – per questo ci penserà la Corte dei Conti – e limitiamoci ad esaminare l’entità della pretesa e il titolo da cui essa trarrebbe origine. La somma in questione, abnorme e quasi surreale, sembra calcolata a forfait (sette anni di gestione per duecentomila euro l’anno, cifra tonda e suggestiva) e non sulla base della documentazione contabile, come dovrebbe essere, ove la richiesta traesse origine da validi titoli che la legittimino. Nei termini in cui essa viene prospettata sembra solo una poco credibile minaccia e come tale da considerare con ironica sufficienza. Ma è proprio l’assenza di giustificazione contrattuale a gettare una luce di temerarietà sulla roboante richiesta. Si rammenta, infatti, come nessun obbligo in tal senso sia previsto nei contratti che disciplinano il rapporto e che la scrivente ha avuto affidata la gestione della piscina e non la locazione della stessa».

Immobilismo amministrativo. «Al riguardo si consideri come il bando di gara e il disciplinare d’appalto dettaglino ogni singolo obbligo a carico delle parti (manutenzioni, esecuzioni di opere, pagamenti, etc, senza fare menzione alcuna di quanto oggi inopinatamente preteso) e che nel corso degli anni amministratori, dirigenti e funzionari proposti al settore mai hanno avanzato tale singolare e totalmente pretestuosa richiesta. Si aggiunga a ciò che il fulcro del contratto di affidamento della gestione della piscina è rappresentato non tanto dall’ordinario avvio e funzionamento dell’impianto ma dal progetto generale di riordino di un’area degradata ed in pieno dissesto idrogeologico per trasformarla in una moderna e attrezzata città dello sport, per la realizzazione della quale il Cvsm ha avuto approvati i relativi progetti e sui quali ha assunto l’obbligo di investire proprie risorse finanziarie. Progetti ad oggi rimasti tali per l’immobilismo colpevole ed indolente del Comune di Taormina, il cui esempio significativo, quasi plastico, è rappresentato dal crollo del tetto dell’impianto avvenuto il 27 marzo 2014 e che ha comportato la chiusura della piscina per oltre 10 mesi: si vedano in proposito i due citati atti extragiudiziali con i quali si richiedevano al Comune i danni subiti dal Cvsm».

Ennesimo contenzioso. «A questa stregua – conclude Sperlinga – la minaccia di azione legale avanzata dal Comune non ci turba più di tanto, perché riteniamo siano altri a doversi sentire turbati dalla sgradevole piega che hanno preso i rapporti tra i soggetti della vicenda. Il Cvsm aveva il dovere di informare i rappresentanti della municipalità e l’opinione pubblica attraverso gli organi di stampa che sarà esso ad intraprendere il contenzioso legale per fare dichiarare l’inadempimento del Comune rispetto ai propri obblighi contrattuali, stigmatizzarne la condotta e ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti a causa di tale condotta illecita».

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