Immagini in possesso e ottenuti dalla casistica clinica della Dr.ssa Daria Caminiti
Dall'immagini in possesso e ottenuti dalla casistica clinica della Dr.ssa Daria Caminiti

In questo ultimo periodo a Taormina e nell’hinterland taorminese stiamo osservando il manifestarsi di una epidemia da virus di Epstein-Barr, appartenente alla famiglia degli Herpes Virus, responsabile della mononucleosi infettiva. Si definisce epidemia il diffondersi di una malattia che colpisce quasi simultaneamente una collettività di individui, con una delimitata diffusione nello spazio e nel tempo, avente la stessa origine. Un’epidemia comporta un numero di casi in eccesso rispetto ai valori attesi di casi di malattia annui per una determinata comunità.

Le epidemie di determinate malattie infettive sono generalmente causate da un cambiamento nella ecologia della popolazione che ne viene affetta o da una variazione genetica nella popolazione parassita o dalla introduzione di un nuovo parassita che affligge una popolazione ospite. Solitamente, un’epidemia si verifica quando l’immunità della popolazione ospite verso il parassita si riduce improvvisamente al di sotto del limite che permette un equilibrio endemico e la soglia di trasmissione viene ad essere superata. Nel gergo dei giovani la mononucleosi infettiva viene chiamata scientificamente la “malattia del bacio” ed è appunto molto comune soprattutto tra giovani e adolescenti. Proprio per la sua facile trasmissione tra i giovani, e per la sua particolare modalità di contagio attraverso la saliva infetta, viene chiamata comunemente malattia del bacio, anche se in effetti non è così scontato che essa si debba contrarre necessariamente con questa modalità. Le modalità di trasmissione della malattia sono diverse a seconda che il contatto sia diretto o indiretto: attraverso un bacio oppure un rapporto sessuale, in maniera quindi diretta, oppure per mezzo dell’uso di oggetti contaminati, quindi con contatto indiretto. Molto spesso, la malattia è asintomatica, ovvero non presenta sintomi, e non è detto che una persona che non ha mai presentato i sintomi tipici della mononucleosi, non abbia contratto il virus in passato, specialmente da giovane o da ragazzino. Come già descritto i soggetti più colpiti da mononucleosi sono i giovani di età compresa tra i 15 e i 35 anni e il contagio avviene sostanzialmente con lo scambio di saliva, ma questo scambio può avvenire anche con la condivisione di oggetti di uso personale, come spazzolini, bicchieri, posate ed altri oggetti contaminati e già utilizzati da persone infette.

La malattia del bacio dà segni della sua esistenza solo nei soggetti particolarmente debilitati, con un sistema immunitario delicato e già compromesso, mentre la maggior parte delle persone colpite dalla mononucleosi non ha mai accusato segni di infezione pur sviluppando invece anticorpi specifici. Nella maggior parte dei casi, la malattia procede senza particolari sintomi e soprattutto si risolve senza troppe complicanze. Come anticipato la mononucleosi è una malattia acuta, infettiva e contagiosa, ciò significa che, entrando in contatto con una persona affetta da mononucleosi, abbiamo grosse probabilità di ammalarci di questa patologia, ma non è così scontato che mostreremo i tipici segni dell’infezione in atto. È importante sottolineare che le persone che hanno contratto il virus sono da considerarsi portatori e quindi a rischio di contagio per almeno sei mesi, un periodo finestra nel corso del quale attraverso il contatto, diretto o indiretto, essi possono contagiare altre persone. Il virus ha un periodo di incubazione che va dalle quattro alle otto settimane circa, ma nei bambini più piccoli il periodo può essere più breve.

I sintomi della mononucleosi sono piuttosto evidenti ossia linfoadenopatia (ovvero ghiandole del collo particolarmente gonfie) febbre, ingrossamento della milza, faringite e tonsillite con produzione biancastra sulle tonsille resistente ad antibioticoterapia, ittero, ed in moltissimi casi anche mal di gola, mal di testa, sudorazioni intense specialmente di notte, stanchezza frequente, e perdita di peso. Spesso a seguito di scorretta assunzione di determinati tipi di antibiotici il paziente presenta rash cutaneo, gonfiore delle palpebre, edema della mucosa orale e orticaria. Soprattutto nei paziente più grandi di età, anche se raramente, si possono osservare le complicazioni da mononucleosi infettiva a carico del sistema nervoso centrale e periferico, a livello della milza e del fegato. Tra le complicazioni più temibili che possono portare a morte il paziente si annoverano la rottura della milza per l’ingrossamento di tale organo, epatite fulminante ed encefalite dovute sostanzialmente ad immunodeficienze del soggetto. Altre complicazioni sono orchite, miocardite, pericardite, ulcere genitali, neutropenia, anemia, piastrinopenia e polmonite interstiziale e la sovra-infezione batterica faringo-tonsillare. I segni e sintomi come la febbre e il mal di gola di solito scompaiono quasi completamente nel giro di due settimane, invece l’affaticamento e il gonfiore dei linfonodi e della milza possono durare anche per alcune settimane. Negli adulti le manifestazioni possono essere particolarmente prolungate e severe. In caso di gravidanza, la mononucleosi non è problematica anche se la prevenzione è sempre consigliata. Nella nostra comunità sono pervenuti alla mia osservazione pazienti che mostravano sintomi molto più aggressivi con manifestazione a livello del labbro inferiore temibili che hanno ulteriormente debilitato i pazienti per impossibilità ad alimentarsi. È importante descrivere che il Virus di Epstein-Barr non è responsabile della sola mononucleosi infettiva ma anche della genesi di alcuni tumori epiteliali, nonché di alcuni tipi di linfoma, come il Linfoma di Hodgkin e il carcinoma del rinofaringe.

La diagnosi si avvale di una visita medica specialistica olistica, importante in questi casi effettuare la diagnosi differenziale con le comuni tonsillite purulente o con altre patologie infettive responsabili di linfoadenopatia laterocervicale e febbre. Prelievo ematico per l’esecuzione di emocromo con formula leucocitaria, transaminasi, bilirubina totale e frazionata e titolazione delle IgM e IgG per Virus di Epstein-Barr. Negli ultimi periodi sono pervenuti alla mia osservazione moltissimi pazienti affetti da mononucleosi infettiva alle quali non era stata fatta diagnosi corretta, sottovalutando il quadro clinico. La diagnosi ribadisco è clinica ma per confermare la patologia bisogna prescrivere prelievo ematico, sconsiglio, in relazione alla mia esperienza e casistica clinica, di sottoporsi a test rapido o MONOTEST che risulta nella maggioranza dei casi falso negativo, facendo perdere tempo prezioso al paziente.

Le cure contro la mononucleosi sono diverse a seconda dei casi. Generalmente si consiglia riposo assoluto, alimentazione equilibrata e buona idratazione del paziente, antipiretici e antinfiammatori tranne l’acido acetilsalicilico che può causare una grave complicanza chiamata sindrome di Reye. Gli antibiotici sono generalmente sconsigliati in quanto, oltre ad essere inutili per il trattamento della patologia, possono addirittura essere nocivi. L’uso dell’antibiotico (e solo alcuni tipi di antibiotici) è indicato solo in una bassa percentuale di casi, quando si associa alla mononucleosi anche una sovrainfezione faringotonsillare batterica. Nei casi più gravi possono essere assunti cortisonici e antivirali.

La prevenzione è fondamentale per evitare il contagio. Bisogna evitare il contatto diretto e indiretto con persone la cui patologia sia conclamata, non solo durante il periodo della malattia, ma anche nei giorni successivi al termine delle manifestazioni cliniche e sintomatiche. La prevenzione primaria è quella più importante, passa attraverso la persona e consiste nel rafforzare il proprio sistema immunitario, con una alimentazione sana ed equilibrata, e possibilmente anche con l’integrazione minerale e vitaminica adeguata.

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