Il presidente della Commissione Antimafia dell'Ars, on. Nello Musumeci con il sindaco Eligio Giardina e il presidente del consiglio comunale Antonio D'Aveni
Il presidente della Commissione Antimafia dell'Ars, on. Nello Musumeci con il sindaco Eligio Giardina e il presidente del consiglio comunale Antonio D'Aveni

Seduta straordinaria di Consiglio comunale ieri sera a Palazzo dei Giurati con il presidente della Commissione Antimafia dell’Ars, on. Nello Musumeci, che ha preso parte a Taormina ad una seduta straordinaria di Consiglio comunale sul tema della legalità. Ad organizzare la seduta nell’aula consiliare di Palazzo dei Giurati, è stato il presidente Antonio D’Aveni. All’appuntamento hanno preso parte i rappresentanti delle forze militari, economiche e sociali della Perla dello Jonio. Al termine della seduta con il presidente della Commissione Antimafia dell’Ars è stato sottoscritto un protocollo sulla legalità e sulla trasparenza amministrativa a Taormina. La riunione straordinaria di Consiglio comunale alla presenza dell’on. Musumeci è arrivata nelle stesse ore in cui Taormina è stata ufficialmente indicata dal premier Renzi come sede del prossimo G7, in programma il 26 e 27 maggio 2017. Si è trattato, insomma, di un importante momento che apre un’ampia agenda di appuntamenti di rilievo che caratterizzeranno la vita cittadina nella “Perla” da qui alla primavera dell’anno che verrà. Ed è stata una serata speciale per Taormina, anche perché la città ha accolto la Fanfara Provinciale dei Bersaglieri di Lucca e la Fanfara di Cecina che hanno sfilato per le vie della città, ed i bersaglieri, inoltre, sono poi saliti a Palazzo dei Giurati dove in aula consiliare è stato eseguito l’inno di Mameli alla presenza del presidente Musumeci.

Il ruolo della politica. «Il protocollo che abbiamo sottoscritto – ha affermato nel suo discorso ad inizio seduta il presidente D’Aveni – è un documento di rilievo e uno stimolo ad una riflessione. Taormina è un’isola felice per la legalità e la trasparenza e lo confermo, ma quanto accaduto di recente deve portarci a non abbassare la guardia. Occorre una forte sinergia tra politica e Forze dell’Ordine, e per fare un ulteriore salto di qualità occorre andare oltre l’eccellenza già raggiunta, coordinandosi ancora di più, cosi da rendere ancora più incisiva la prevenzione e la repressione anche tenendo conto, ovviamente, dell’esiguità delle risorse. Occorre che la prevenzione sia attuata con i fatti e con la presenza puntuale e costante di tutti noi che dobbiamo controllare. La trasparenza amministrativa serve a rafforzare il rapporto tra cittadini e istituzioni. Sono convinto che la fiducia della gente si può recuperare con le consulte e l’associazionismo, attraverso un confronto. La politica deve però dare una reale attenzione, senza prendere in giro nessuno. Va respinta la cultura del clientelismo e del favoritismo. Colgo l’occasione per segnalare il comportante di una Regione che da tre anni non versa i proventi del Teatro Antico al Comune, inoltre uno Statuto di Taormina Arte che non può svuotare il ruolo del sindaco della città di Taormina, e poi il depotenziamento dell’ospedale di Taormina, con l’esempio ora emblematico della Cardiochirurgia pediatrica per la quale sono stati spesi 11 milioni e mezzo di euro. la legalità va attuata ogni giorno. Diceva Giovanni Falcone: “Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere”».

No ai localismi. «Facendo attività amministrativa si sbaglia, può capitare a tutti e talvolta anche senza accorgersene ma non deve mai esserci il dolo e l’intenzione di fare qualcosa di anomalo – ha detto in aula il sindaco Eligio Giardina -. Io ringrazio il presidente Musumeci per l’attenzione data alla nostra città. L’integrità morale è la base di tutto e penso che da questo punto di vista gli amministratori di Taormina hanno sempre osservato le regole della trasparenza. In queste ore è arrivata la designazione di Taormina come sede del G7 e questa scelta premia una città sicura, dove le Forze dell’Ordine, con le quali siamo in contatto giornaliero, rappresentano tutte un presidio che ci conforta e che consentono una vivibilità ottimale del territorio. E’ essenziale ragionare sempre in termini comprensoriali, oltre i localismi, da Catania a Messina in piena sinergia. Taormina è città del mondo e anche questo probabilmente ci ha consentito di ottenere una cosi prestigiosa indicazione per il prossimo vertice dei potenti della Terra. Se riusciamo a dare un modo migliore di vivere ai nostri cittadini avremo fatto davvero un servizio utile alla nostra gente».

Buona e cattiva politica. «Ho seguito con grande attenzione quanto detto dal sindaco e dai consiglieri comunali – ha detto il presidente della Commissione Antimafia, on. Musumeci -. Bisogna prendere atto che la politica è in crisi e un’analisi va fatta. La politica è lo specchio della società. Io sono apologeta della politica e credo che alla politica non ci sia alternativa. Si può contestare la qualità della politica e come viene fatta ma troppo spesso la società civile dimentica che noi siamo il risultato di una scelta. Non veniamo calati dai marziani in una notte, è la gente liberamente a sceglierci e a votarci e la società civile non deve delegittimare il frutto della loro stessa scelta. Il cittadino non si convince che una società civile sana esprime un ceto politico sano e una società civile malata esprime un ceto politico malato. E’ importante chiedersi, semmai, perché la politica continua a votare politici chiacchierati ma la storia ci insegna che politici chiacchierati sono stati eletti una, due, tre, quattro, cinque volte di seguito. E ciò significa che una parte di società con questa politica degenerata ci sta bene. Il confronto non è tra politica e antipolitica, è tra politica pulita e politica sporca, tra buona politica e mala-politica. I politici onesti sono in tutti i partiti, i politici disonesti sono in tutti i partiti, ma se la società civile il giorno del voto rimane a casa, allora come si può sperare di cambiare e migliorare le cose? Se la persona perbene non andrà a votare, ci andrà invece il mascalzone, chi la vive nel sottobosco. La politica non è una professione, va fatta però con professionalità. Per molti la politica è un trampolino di lancia o una valvola di sfogo per le frustrazioni, e anche per questo una parte della
gente si è allontanata dalla politica. La verità è che la società civile non è migliore della società politica, alla ricerca di situazioni “scomode”. Dopo Tangentopoli andava scritto un codice di regola. Il confine tra la politica e la magistratura non è il codice penale, ma è il codice etico, la “zona grigia”. Serve sobrietà e semplicità, stare in mezzo alla gente. Solo così la politica può tornare credibile. Per isolare la mela marcia non bisogna arrivare
all’esposto alla Procura, ma prima ancora si deve rompere quel cordone di solidarietà che c’è tra politico perbene e politico chiacchierato. Noi nelle nostre indagini, come Commissione Antimafia, abbiamo indicato i politici non trasparenti. L’etica pubblica dipende da noi, non dal magistrato, che già fa un lavoro straordinario. La politica deve avere il coraggio di decidere, deve governare, avere il coraggio di fare delle scelte e farle per il bene collettivo. Questo protocollo di intesa serve e faccio un esempio: se noi politici chiediamo un favore a un
dirigente, non ce lo negherà ma nel momento in cui lo chiederemo avremo consegnato nelle sue mani il nostro destino politico e non potremo più pretendere che lui faccia il suo dovere. Se affonda la barca della credibilità non potrà salvarsi nessun leader e nessun partito, il dovere che abbiamo è di lavorare per ridare autorevolezza alla politica».

© Riproduzione Riservata

Commenti