Taormina, Ospedale Sirina
Taormina, Ospedale Sirina

Il 12 giugno non verrà staccata la spina del centro di cardiochirurgia pediatrica di Taormina. Nei giorni scorsi l’assessore regionale alla sanità, Baldo Gucciardi, e il direttore generale dell’ospedale Civico di Palermo, Giovanni Migliore, hanno incontrato a Roma i vertici del Bambin Gesù per chiedere la collaborazione formativa ed organizzativa per la realizzazione della costituenda struttura di cardiochirurgia pediatrica di Palermo.Sembra che la spedizione siciliana, a cui ieri è seguita la visita del manager dell’Asp 5 di Messina, Gaetano Sirna, sia stata interlocutoria per dotare il nascituro centro palermitano di attrezzature e personale specializzato. Questo, però, implica un percorso molto lungo che lascia ben sperare Taormina. L’organizzazione e la formazione del personale richiedono almeno un anno di tempo e, quindi, per il momento il centro di cardiochirurgia pediatrica rimane al San Vincenzo.

Picciolo alla difesa di Taormina. «Non so nulla sull’esito di questi incontri romani ma so che erano previsti degli incontri tra Regione e Bambin Gesù in vista dell’imminente scadenza della convenzione fissata al prossimo 12 giugno. La cardiochirurgia pediatrica di Taormina rappresenta un servizio di importanza fondamentale per i bambini e per la sanità siciliana tutta». A parlare è il deputato regionale, Beppe Picciolo, componente della Commissione Sanità che nelle scorse settimane ha effettuato un’ispezione al San Vincenzo di Taormina nella qualità di rappresentante della Commissione d’indagine conoscitiva sulla Sanità convenzionata in Sicilia. «Il patrimonio di eccellenze della Perla non può e non deve essere disperso- afferma Picciolo – non possiamo permetterci un incremento di mortalità di piccoli pazienti a causa del trasferimento della struttura: perché se è vero, da una parte, che le strutture palermitane hanno una maggior capienza, vero è anche che manca la formazione professionale e la capacità organizzativa e strutturale di cui invece è dotato il centro di Taormina che nelle scorse settimane abbiamo visitato. Al netto delle diatribeeconomiche, che non appartengono né a me né a questo governo regionale,– continua il deputato regionale – non bisognerà fare l’errore di aggiungere al danno economico anche la beffa. Non dobbiamo rischiare di sprecare ulteriori risorse economiche gettando alle ortiche quanto, davvero tanto, è stato realizzato a Taormina e mi riferisco al personale medico e paramedico e alle strutture. Vigileremo – conclude Picciolo –  affinché questo non accada».

Ancora tempo per il centro taorminese. Buone speranze giungono, dunque, dal vertice romano per le famiglie dei piccoli pazienti in cura a Taormina. Di fatto verrà garantito per un anno il mantenimento del centro di cardiochirurgia pediatrica a Taormina: tempo necessario e indispensabile alla formazione del personale che verrà poi impiegato nella struttura palermitana. A questo c’è da aggiungere i tempi biblici delle lungaggini burocratiche siciliane. A conti fatti, dunque,almeno per i prossimi due anni il centro rimarrà a Taormina. Si fa strada l’ipotesi prospettata dal governatore Crocetta di mantenere entrambe le strutture, anche se finora la lente d’ingrandimento del governo regionale si è concentrata più sui costi che sulle eccellenze del centro taorminese.

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