Taormina, Hotel San Domenico
Taormina, Hotel San Domenico

Sopralluogo all’hotel San Domenico per l’imprenditore Giuseppe Statuto, nuovo proprietario della lussuosa struttura alberghiera rilevata all’asta per 52 milioni e mezzo e soffiata letteralmente in extremis all’emiro Hamad bin Jassim Al-Thani. L’immobiliarista casertano, originario di Aversa, ha visitato il “San Domenico” accompagnato da alcuni tecnici, tra la curiosità degli addetti ai lavori che si augurano possa essere roseo il futuro dell’albergo sino a questo momento appartenuto al gruppo “Acqua Marcia”.

Primi passi. Si è trattato, insomma, di una prima presa di contatto che Statuto ha scelto di effettuare nei giorni scorsi a fari spenti, in gran segreto, per prendere conoscenza con il “gioiello” che rappresenta un simbolo dell’industria dell’ospitalità in Sicilia. Il passaggio di consegne, con la relativa definizione delle varie procedure burocratiche, sarà pienamente operativo dai prossimi mesi ma Statuto ha voluto personalmente visionare l’immobile, anche in vista forse di futuri interventi migliorativi per il lussuoso complesso ricettivo ubicato in via San Domenico de Guzman. Il gruppo Statuto ha sede a Roma e Milano e ha scelto di investire proprio in Sicilia sulla struttura che più di ogni altra rappresentava un “fiore all’occhiello” degli alberghi di Francesco Caltagirone Bellavista.

La società. Statuto è a capo di un gruppo immobiliare che ha superato quota 1,5 miliardi di patrimonio. L’immobiliarista sta effettuando prestigiosi acquisti nel settore delle strutture turistiche ma ha anche effettuato redditizie operazioni di vendita come il suo 5 per cento di quote in Bnl passato ad Unipol per circa 200 milioni di euro. La mission dichiarata di Statuto è quella di «privilegiare investimenti a lungo termine negli asset di maggiore interesse, principalmente nei grandi centri urbani, per garantire la stabilità e la redditività del patrimonio, diversificando inoltre gli investimenti per aree geografiche e tipologie di asset».

Investimenti continui. «Investiamo continuamente nell’acquisto e nella ristrutturazione di immobili – ha detto di recente Statuto – e chi parla di rendita non conosce il mondo immobiliare e magari vorrebbe tornare a un’economia medioevale». Il gruppo Statuto, come ormai si sa, non è nuovo ad operazioni immobiliari nel segmento dell’ospitalità: la società ha acquisito nel 2005 il Danieli di Venezia, gestito dal gruppo Starwood e lo stesso anno anche il Four Seasons di Milano mentre nel 2007 ha siglato due accordi, con Starwood per la realizzazione del primo W Hotel in Italia, a Milano e con Mandarin Oriental per il primo Mandarin Oriental Hotel in Italia. Ora si attende una decisione sul marchio a cui Statuto affiderà la gestione del “San Domenico”: potrebbe essere proprio Starwood Hotels & Resorts Worldwide a gestire l’hotel di Taormina. La catena Starwood, che ha sede a New York ed è partner in affari con Statuto, infatti, nell’autunno 2014 ha ceduto per 110 milioni di euro il Grand Hotel “St Regis” di Roma alla Constellation Holding dello sceicco del Qatar, Hamad bin Jassim Al Thani, ovvero colui che stava ora per acquisire il “San Domenico” di Taormina.

I numeri dell’hotel. Intanto i ricavi del “San Domenico” di Taormina allo stato attuale sono pari a euro 8.209.702, a fronte di euro 7.468.087 del precedente esercizio. Il costo medio della stanza è pari – sempre secondo le stime del Tribunale di Roma – a euro 317,1, a fronte di un costo medio, nel passato esercizio, di 336,5. Il tasso di occupazione è del 49.1%, a fronte di un’occupazione nel precedente esercizio, del 43,5%. Il costo del personale è stato stimato in euro 3.111.232, a fronte dei 2.811.129 dell’anno precedente: «si è registrato, in tal senso, un incremento del costo, in quanto i ricavi sono sensibilmente migliorati rispetto al 2014». Il Gross Operating Profit si attesta cosi ad euro 2.361.897, che migliora il dato di euro 1.999.511 del 2014.

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