«Non vi è dubbio che non si può affrontare la stagione estiva con i soli 10 vigili urbani attualmente in organico. In queste ore stiamo per questo lavorando su vari fronti per integrare almeno altre 8 unità agli agenti in servizio». Lo ha reso noto l’assessore al Bilancio, Salvo Cilona, che annuncia cosi una possibile svolta in tempi stretti sulla questione dei pochi vigili rimasti in attività nel Comune di Taormina. «Stiamo cercando di definire in questi giorni alcune intese che potrebbero certamente cambiare la situazione di sofferenza in cui si trova al momento l’organico vigili urbani – spiega Cilona -. Possiamo dire che è stato praticamente definito un primo accordo con la Città Metropolitana di Messina, che ci consentirà di avere 2 vigili, che da Messina verranno qui per integrarsi al Corpo di Taormina nei mesi estivi. La questione l’abbiamo già discussa a Messina nei giorni scorsi, alla presenza anche del Vicequestore di Taormina, dott. Vincenzo Coccoli, poiché si tratta di un’esigenza legata non soltanto alla viabilità ma anche all’ordine pubblico».

Palazzo dei Giurati a lavoro. «Stiamo poi interloquendo con il Comune di Torino – continua Cilona – per consentire l’arrivo a Taormina di 6 vigili ai quali il nostro Comune dovrebbe pagare soltanto le spese di missione, ipotizzabili in un costo complessivo di circa 5 mila 500 euro, e che sarebbero quindi per il resto a carico del Comune di Torino. E’ una soluzione alla quale stiamo lavorando, col placet del sindaco, insieme al Comandante Agostino Pappalardo». Gli agenti provenienti da Torino arriverebbero, insomma, in “prestito” nei mesi in cui solitamente lì non sono in servizio, mentre a Taormina sarebbero chiamati a dare in estate un supporto significativo sul territorio. L’iter per i rinforzi dovrebbe essere messo a punto in tempi brevi: sia nel caso dei vigili dell’ex Provincia sia per i vigili del Comune di Torino si tratterebbe di operazioni che non inciderebbero sul bilancio e sull’imminente stesura definitiva del piano di riequilibrio da ripresentare alla Corte dei Conti.

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