Eugenio Raneri, consigliere di opposizione
Eugenio Raneri, consigliere di opposizione

Comune di Taormina pronto al “contrattacco” sul lodo Impregilo, dopo la risposta negativa dell’impresa milanese alla richiesta di transazione del debito da 5 milioni che era stata fatta dai vertici di Palazzo dei Giurati. La casa municipale vuole rateizzare 5 milioni, Impregilo rivendica invece 28 mln e adesso l’estenuante braccio di ferro giudiziario torna a farsi incandescente. Sul caso torna ad alzare i toni il consigliere comunale Eugenio Raneri, che già da diversi anni in questa vicenda sta dando battaglia contro le pretese milionarie dell’impresa che realizzò i parcheggi cittadini nella città del Centauro.

L’attacco. «Da una prima lettura della recente comunicazione data da Impregilo va intanto sottolineato – afferma Raneri – che la missiva di Imprepar-Impregilo non viene inviata soltanto al Comune ma anche alla Corte dei Conti. In ogni caso ritengo che il rifiuto di Impregilo alla proposta di transazione non tiene conto dei pronunciamenti giurisdizionali che sono già avvenuti in questi anni. È chiaro che il Comune ha incaricato sulla vicenda già da tempo dei legali che stanno seguendo il caso è saranno loro a contro-dedurre sulla richiesta avanzata da Impregilo ma a mio parere, lo dico sin da questo momento, i termini la cifra che chiede Impregilo non hanno alcuna ragione di esistere e non hanno nessun fondamento ricevibile dal Comune».

Invito alla riflessione. «Ciò premesso, desidero ricordare che c’è già stato un collaudo amministrativo che Impregilo ha impugnato a Palermo ed è in corso il relativo procedimento. L’iter che riguarda il piano di riequilibrio prevede l’inserimento di debiti e crediti che il Comune ha, in un’ottica di sostenibilità del piano finanziario. E tra questi vari quadri ci sono le cosiddette “partite” o crediti e debiti potenziali che sicuramente devono essere descritti. Esiste un collaudo dei parcheggi il cui importo credo sia a conoscenza di tutti ed ammonta a circa 45 milioni. Per cui a mio modo di vedere, Impregilo dovrebbe fare una seria riflessione una volta per tutte ricordando che su quanto continua a sostenere si è già verificato un pronunciamento della Cassazione che ha quasi azzerato la loro pretesa».

Il Comune reagisca. «Poichè il collaudo è un atto pubblico, chiunque può trarne le dovute deduzioni sul collaudo e sulle questioni che investono i lavori. Il Comune, certamente, ora deve assumere le opportune iniziative. La pretesa legittima è di 5 milioni di euro, il resto non esisto. Al momento non intendo dichiarare altro, ma sia chiaro che il Comune di Taormina non rimarrà a guardare: a maggior ragione dopo quella lettera».

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