«L’immagine turistica la dà la qualità del settore ricettivo. Ben venga un B&B, un appartamento realizzato in osservanza alle norme di sicurezza ma evidentemente vanno biasimate ed individuate quelle strutture improvvisate e non in regola. Moltissimi non hanno nemmeno l’abitabilità, sono in sanatoria e strutture del genere non possono entrare assolutamente nel mondo turistico. Legalità significa curare l’aspetto dell’attività ricettiva sin dalle fondamenta». Il monito arriva da Saverio Panzica, ex dirigente dell’assessorato al Turismo ed esperto in legislazione, marketing e qualità dei servizi turistici che ha diretto in questi giorni a Taormina un corso gratuito sul tema de “L’avviamento e la gestione di B&B – Case per vacanza – Case per ferie – Affittacamere – Albergo diffuso”.

Confine tra legalità ed abusivismo. L’iniziativa, finalizzata ad “educare alla legalità” chi fa impresa, è stata promossa da Federalberghi e dall’Associazione Albergatori di Taormina. L’evento, al quale hanno preso parte nella sala conferenze dell’hotel Montetauro un centinaio di corsisti provenienti da tutta la Sicilia, è stato curato dalla Des Srl di Palermo e ha visto la presenza del presidente degli Albergatori di Taormina, Italo Mennella, ma anche del vicequestore aggiunto di Taormina, Vincenzo Coccoli, e del presidente di Federalberghi Sicilia, Nico Torrisi. Il tema affrontato e approfondito in ogni suo aspetto è quello del confine tra legalità e abusivismo. Una problematica di stretta attualità a Taormina, dove in queste ore la Guardia di Finanza ha avviato un’indagine sulla situazione di B&B, case vacanza e affittacamere, e per questo le Fiamme Gialle hanno richiesto al Comune gli appositi elenchi di coloro che oggi esercitano sul territorio della località turistica.

Le aree di intervento. «Lo spirito di quanto abbiamo discusso a Taormina – spiega in un’intervista a TaorminaToday, Saverio Panzica – è un grido d’allarme ben preciso ed è una richiesta di legalità da parte delle Forze dell’Ordine. Noi ci siamo soffermati, come d’altronde facciamo da tanti anni, sia sulla possibilità di supportare proprio le Forze dell’Ordine in un’ottica di garanzia e tutela dei diritti dei consumatori perché le strutture non in regola mettono a rischio i consumatori stessi rischiando anche di ledere l’immagine del turismo siciliano. Noi con la Des Srl ci occupiamo di tutte le necessarie aree d’intervento: l’aspetto giuridico-amministrativo, dal contratto all’avviamento, e poi l’aspetto fiscale, demarcando il confine tra l’attività saltuaria e quella di impresa».

La disciplina delle agenzie di viaggio. «Ci sono due splendidi disegni di legge, uno presentato dall’on. Lupo e uno dall’on. La Rocca, due testi ai quali io stesso ho dato il mio contributo, che si potrebbero coordinare ed affrontano questioni specifiche di stretta attualità. Le agenzie di viaggi non sono disciplinate in Sicilia dal 1936, non sono mai state recepite le normative nazionali e si è rimasti quindi alle vecchia legge del 1936 che non prevede sanzioni e che non oppone alcun freno all’abusivismo dilagante. E c’è un problema che io denuncio pubblicamente: spesso le scuole non si affidano ad agenzie di viaggio autorizzate dalla disciplina nazionale e si affidano ad associazioni che nascono sul momento, probabilmente ci saranno amicizie all’interno e vengono scavalcate le professionalità. Personalmente posso dire che anche da dirigente della pubblica amministrazione ho fatto questa accusa ma purtroppo i dirigenti scolastici o non conoscono le norme o non le vogliono conoscere. Questo accade perché non ci sono le sanzioni».

Leggi siciliane anacronistiche. «Un’altra questione riguarda le professioni turistiche. L’Unione Europea ha unificato la figura di accompagnatore turistico con quella di guida turistica, mentre invece la legge regionale afferma addirittura che chi svolge il ruolo di guida non può fare l’accompagnatore. Questo evidentemente determina costi doppi per le imprese. E poi, ovviamente, ci sono le strutture ricettive. Il presidente di Federalberghi Sicilia, Nico Torrisi, ha detto una cosa estremamente interessante: ovvero che il turismo in Sicilia è un turismo non soltanto eterogeneo ma anche di qualità. In entrambi i disegni di legge sono previsti tre semplicissimi articoli che parlano delle dimore storiche alberghiere, delle dimore storiche extralberghiere e degli alberghi storici. In sostanza, ciò andrebbe a coprire un segmento di mercato di “nicchia” d’altissima qualità. Inoltre – incalza Panzica – sono previste una serie di sanzioni sull’abusivismo, che non sarebbero più a carico soltanto della Guardia di Finanza, della Questura e dei Carabinieri, ma anche dalla Regione che introiterebbe delle somme da impegnare poi nell’attività turistica ufficiale. Quindi la lotta all’abusivismo potrebbe creare un ritorno economico per le casse pubbliche, proprio multando chi svolge l’attività senza le autorizzazioni previste e senza la “scia”».

Turismo come scienza sociale. «Io faccio il consulente in tutta Italia e vedo dei casi a dir poco incredibili. Ho conosciuto un signore che mi ha detto di essere stato in Irlanda e ha aggiunto: «Ora voglio venire in Sicilia, intendo prendere degli appartamenti e proporli prendendo un compenso». Ma questa è intermediazione immobiliare e la possono fare solo le agenzie di viaggi e le agenzie immobiliari. Allora ecco perché è sacrosanta la lotta all’abusivismo: c’è una grande confusione. La gente pensa che il turismo sia solo divertimento, invece è una scienza sociale e pretende una preparazione di alto livello. Non ci si può improvvisare nel turismo».

Il modello di San Vito Lo Capo. «La realtà che, più di ogni altra, è riuscita a capire il mondo del turismo – conclude Panzica – è San Vito Lo Capo. Prima era una “colonia” di Trapani, ma in questi anni gli imprenditori locali, tutti gestori di attività ricettive, hanno saputo coniugare l’attività di impresa turistica con quella politica. Lì il sindaco ha un albergo e un ristorante. A San Vito Lo Capo è andato a fare politica chi veniva dal turismo e quello è un esempio vincente».

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