Attività ricettive clandestine, la Gdf indaga
Attività ricettive clandestine, la Gdf indaga

La Guardia di Finanza di Taormina avvia un’indagine sull’evasione fiscale nelle attività ricettive che operano in regime di clandestinità nella Perla dello Jonio. Le Fiamme Gialle hanno, infatti, chiesto all’Amministrazione comunale di fornire l’elenco dettagliato comprendenti B&b, appartamenti adibiti a casa vacanza ed affittacamere, per procedere ad una serie di controlli incrociati amministrativi e fiscali. L’obiettivo è quello di stanare il “sommerso”, chi non paga i tributi e chi non versa nemmeno la tassa di soggiorno. «Al momento non posso rilasciare nessuna dichiarazione in merito – risponde interpellato in tema l’assessore al Bilancio, Salvo Cilona -, ma certamente il Comune intende fare la propria parte, in maniera determinata e incisiva per consentire l’individuazione degli evasori. Daremo il massimo supporto alle Autorità preposte. E’ una questione che per ovvi motivi sta a cuore non solo al Comune che deve far quadrare il bilancio ma anche agli albergatori di Taormina, che si trovano a dover fronteggiare la concorrenza sleale di chi opera senza essere in regola con la legge».

Evasione per milioni di euro. Le cifre potrebbero essere significative, si ipotizza un’evasione per alcuni milioni di euro su tributi come la spazzatura e l’acqua e c’è poi la tassa di soggiorno dove mancano nelle casse di Palazzo dei Giurati circa 300-400 mila euro non versati da B&B, affittacamere e case vacanza. Una questione, come detto, da tempo denunciata dagli operatori economici e lamentata dalla casa municipale. «Al momento ritengo opportuno anch’io non entrare nel merito dell’accertamento da parte della Guardia di Finanza – afferma il presidente degli Albergatori, Mennella – ma di certo gli albergatori sono pronti a collaborare per far luce sulla situazione degli evasori e di chi fa contro di noi concorrenza sleale. Un segnale importante è stato dato, ora è il momento di mettersi tutti in riga ed in regola, nell’interesse collettivo. L’opportunità di recuperare il sommerso può vuol dire in prospettiva anche un abbassamento della pressione fiscale a Taormina».

A lezione di legalità. A Taormina, proprio in questi giorni si è svolto un importante corso gratuito “per educare alla legalità”, promosso da Federalberghi e dall’Associazione Albergatori di Taormina sul tema de L’avviamento e la gestione di B&B – Case per vacanza – Case per ferie – Affittacamere – Albergo diffuso”. Un evento, questo, che è stato organizzato dalla “Des” di Palermo e diretto dal dott. Saverio Panzica, ex dirigente dell’assessorato al Turismo ed esperto in legislazione, marketing e qualità dei servizi turistici. Ai lavori di questo corso hanno preso parte anche il vicequestore aggiunto di Taormina, Vincenzo Coccoli, ed il presidente di Federalberghi Sicilia, Nico Torrisi.

Recupero somme. La notizia arriva mentre il Comune sta definendo il piano di riequilibrio che dovrà essere predisposto entro giugno e poi andrà ripresentato alla Corte dei Conti. «L’aspetto del recupero tributi è uno dei punti che ci è stato sollecitato dall’organo di controllo – spiega Cilona – e siamo convinti di poter dare un segnale positivo su questo argomento alla Corte dei Conti. Il mancato pagamento dei tributi a Taormina è un problema che parte da lontano e che allo stato odierno delle cose si sta cercando di affrontare sia per il recupero delle somme, sia anche per porre delle solide basi in vista del futuro affinché possa sempre più ridimensionarsi l’evasione e l’elusione fiscale». Nel tempo, come si ricorderà, si era verificato ad esempio il mancato pagamento di bollette dell’acqua per 6 milioni di euro, e a partire dal 2008 è stato avviato il recupero delle somme che ora si sta intensificando, attraverso anche piano di rateizzazione del debito con i morosi.

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