Pippo Manuli
Pippo Manuli, ex esperto del sindaco

Doveva durare sei mesi, ma l’incarico di Pippo Manuli come esperto del Sindaco ha avuto vita breve. Dopo soli venti giorni sono riemerse le storiche incompatibilità con l’operato dell’amministrazione targata Giardina e sulla scrivania del primo cittadino sono arrivate le dimissioni. L’ex presidente del Consorzio Rete Fognante, dopo la “sorpresa” del riavvicinamento, fa marcia indietro e abbandona l’incarico di “indirizzo, programmazione e coordinamento in materia di affari generali”. «Ho costatato la mia inadeguatezza al ruolo – si legge nella lettera inviata da Manuli al primo cittadino – è talmente elevato il livello dell’esecutivo che l’affianca, che mi sono sentito fuori posto e dunque d’intralcio alla funzionalità dello stesso, voglia per tali ragioni accettare, senza rancore, le mie irrevocabili dimissioni, che siano utili alla mia Taormina».

Le motivazioni – Un lungo elenco di indicazioni, sollecitazioni e pareri elusi dal sindaco accompagnano la lettera di dimissioni. Dal regolamento dei suoli pubblici alle partecipate, sono stati tanti i problemi trattati e le “soluzioni” proposte da Pippo Manuli a cui il sindaco non ha dato seguito. «Mi sono calato nel ruolo, ho inviato quasi una missiva al giorno contenente sollecitazioni, suggerimenti e proposte di deliberazione che il sindaco doveva portare in giunta per poi essere inoltrati al Consiglio- spiega Manuli – Il primo cittadino ha anche eluso il suggerimento di esitare la riformulazione della pianta organica che gli uffici avevano predisposto da tempo, in sostanza – prosegue Manuli – non si è fatto nulla». Poi si sofferma sul problema dei problemi che affliggono la vita amministrativa del comune di Taormina: lo spettro del default. «In riguardo al dissesto ho rappresentato che un’operazione di finanziamento del debito a mezzo debito, non è la soluzione – spiega Manuli – nel senso che se non si eliminano le cause presto o tardi si ricadrà nella medesima condizione. Dopo aver discusso con gli uffici e consulenti, che convenivano con me, dicevo e dico – continua Manuli – che alla manovra di finanza(creativa?) deve necessariamente aggiungersi una manovra strutturale quella che da tempo suggerisco. Ma il sindaco continua a far orecchio da mercante». Ma sembra sia stata la seduta di consiglio comunale di giovedì scorso la goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Mi sono reso conto che non necessita di questo apporto – scrive Manuli – ne ho avuto conferma nell’ultima seduta di Consiglio Comunale, dove per l’ennesima volta, si è votata una variante, in crescita, munita di ogni sorta di parere e in piena sintonia con il comune sentire, solo in antitesi con il provvedimento che venti giorni fa doveva essere esitato dalla giunta».

Un incarico che ha fatto discutere – Dopo anni di assenza, ma non di silenzio, si era appena riaffacciato sulla scena politica taorminese. La nomina a sorpresa di Manuli ad esperto del sindaco aveva sollevato un vespaio di polemiche, soprattutto sui social network, alimentate dai tanti che non hanno dimenticato le critiche, anche feroci, rivolte per tre anni all’indirizzo di Palazzo dei Giurati. L’ex amministratore, accettando l’incarico di esperto del sindaco, non ha messo da parte le proprie opinioni e posizioni sui temi caldi che agitano Taormina. «Continuerò la mia attività di cittadino attento ai fatti di rilievo che interessano la città- aveva dichiarato a TaorminaToday – anzi la nomina è l’occasione per fare valere le mie idee sull’amministrazione attiva, e le mie idee non sono affatto cambiate». Ma evidentemente le sue idee non sono riuscite a far breccia sull’amministrazione del sindaco Giardina. E chissà se da “Cuculunazzo” adesso continuerà a dire la sua sui fatti politici e amministrativi che interessano la sua Taormina?

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