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Una "bolletta pazza"

“Bollette pazze” all’indirizzo dei residenti taorminesi, che protestano per avvisi di pagamento sull’acqua a fronte di versamenti invece nella maggior parte dei casi già effettuati. La vicenda si sta verificando proprio in questi giorni ed è stata anche segnalata dai cittadini al “Comidi”, il Comitato Insieme per i nostri diritti. «Sembra che il Servizio Idrico del Comune di Taormina stia inviando bollette d’acqua nel cui rendiconto – in calce – viene riportato indiscriminatamente “le bollette 2011 non risultano pagate”, e pare che questo stia ovviamente facendo preoccupare molti cittadini», afferma un residente.

Pagamenti effettuati. In effetti risulta che siano state inviate delle bollette dell’acqua che richiedono pagamenti già eseguiti dai residenti, che adesso com’è comprensibile che sia protestano. «Chi ha chiamato per approfondire si è sentito rispondere che è un problema di software», spiega Nello Patanè. «Verificheremo la situazione – afferma Giuseppe Sterrantino, presidente del Comitato Insieme per i Nostri Diritti», che aggiunge: «deduco che la motivazione sia quella di interrompere i termini di prescrizione che dovrebbero essere 5 anni !!! Non so se sia giuridicamente corretto…». La questione, in ogni caso, sta creando apprensione tra i residenti. C’è chi ha già trovato la copia dell’avvenuto pagamento della bolletta e potrà esibire la relativa prova cartacea agli uffici di Palazzo dei Giurati, ma a palesare preoccupazione sono anche e soprattutto coloro che (incautamente) si sono già disfatti dei vecchi pagamenti datati 2011. E il timore è quello di dover versare nuovamente quelle somme per il pagamento della bolletta. E’ una vicenda paradossale che stride con la realtà delle tante bollette di importi ben più cospicui che il Comune deve recuperare dalle attività produttive. Dal 2008 ad oggi sono state conteggiate sofferenze milionarie per il Comune, per lo più riferite agli operatori economici, ed è stata data “la caccia” a circa 6 milioni di euro, una buona parte dei quali è stata poi recuperata anche attraverso rateizzazioni e procedendo per le vie legali. All’appello mancano ancora 1 milione e 200 mila euro circa: somme che poco sembrano avere a che fare con la vicenda di questi giorni.

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