Il governatore della Sicilia Rosario Crocetta
Il governatore della Sicilia Rosario Crocetta

Via libera all’unanimità del Consiglio comunale di Taormina ad un Ordine del giorno urgente sul “paventato rischio di depotenziamento del plesso ospedaliero di Taormina anche con lo spostamento del Centro di Cardiochirurgia pediatrica a Palermo”. Tale odg verrà inviato adesso ai consigli comunali del distretto sanitario di Taormina per analoga deliberazione da trasmettere congiuntamente alla Regione. Nel documento, con primo firmatario il presidente Antonio D’Aveni e sottoscritto da tutti i 20 consiglieri si evidenzia che «il presidio ospedaliero di Taormina ha raggiunto punte di eccellenza riconosciute a livello nazionale specie nelle discipline di oncologia, cardiochirurgia, rianimazione neonatale e post-cardiochirurgica, cardiologia e utic chirurgia generale, ostetricia, ortopedia, servizi di radioterapia, gastroenterologia, laboratorio analisi, anatomia patologica, dipartimento immagine, etc».

Il documento. «Il San Vincenzo di Taormina – si legge nell’odg – per il ruolo di primo piano che svolge nella sanità e nell’esclusivo intesse della collettività non può e non deve essere in alcun modo depotenziato e nessuna giustificazione può condurre al ridimensionamento accorpamento e/o chiusura di alcune importanti unità operative come la Cardiochirurgia pediatrica che è punto di riferimento il tutto il territorio in ambito provinciale, extraprovinciale, regionale ed extraregionale». I consiglieri, richiamando la necessità di «una sanità di qualità» e di «garantire i migliori standard diagnostici e terapeutici», impegnano il sindaco di Taormina al fine di scongiurare e intraprendere tutte le iniziative necessarie a partire dal coinvolgimento di tutti i sindaci del distretto che usufruiscono dei servizi dell’ospedale di Taormina. Si impegna altresì il presidente del Consiglio di Taormina ad inviare la presente agli altri consigli comunali per deliberare anch’essi tal odg.

L’incontro con Crocetta. Nel corso del dibattito, che ha visto intervenire tutti i consiglieri a difesa del nosocomio taorminese, il sindaco Eligio Giardina ha reso noto il contenuto della sua audizione in sede di Commissione parlamentare d’inchiesta sulla sanità convenzionata in Sicilia, avvenuta nei giorni scorsi sulla situazione dell’ospedale di Taormina. «Il problema – ha detto Giardina – nasce a monte, quando nella prima convenzione del 2010 inerente la Cardiochirurgia pediatrica fu sancito che dopo cinque anni il Centri Bambino Gesu’ di Taormina si sarebbe dovuto spostare a Palermo. Mi hanno chiesto delle delucidazioni su una serie di criticità. Ci è stata ora contestata l’assenza di un eliporto e ho risposto che questa carenza sarà risolto al più presto e abbiamo avviato l’iter. C’è stato un ricorso da parte dei proprietari delle aree interessate ma doteremo la zona di un eliporto che serve non soltanto per la sanità ma anche per una esigenza di carattere turistica».

Mancanza di requisiti. «Mi è stato poi detto – ha continuato il sindaco – che a Taormina si registrerebbe una carenza di posti letto per i familiari dei bambini ricoverati mente invece ci sono strutture onlus che ospitano gratuitamente i parenti dei piccoli pazienti. A tal proposito faremo delle convenzioni con strutture ricettive della città per abbattere i prezzi e risolvere questa problematica a nostro avviso inesistente. Sia chiaro che non è un problema di campanile e che qui arriva un’utenza che giunge da tutta Italia e anche dall’estero. Bisogna ragionare sull’ipotesi di due poli di eccellenza, uno a Taormina e uno sul versante occidentale. Ho chiesto un appuntamento a Crocetta che era già in programma per mercoledì scorso ma è stato rinviato a causa dell’agguato mafioso avvenuto al presidente del Parco dei Nebrodi. Entro mercoledì avremo questo incontro a Palermo insieme agli altri sindaci».

Il pensiero dei consiglieri. «Ho detto e ribadisco – ha spiegato il presidente D’Aveni – che se non ci sarà una soluzione risolutiva sarò io stesso a inviare gli atti inerenti la Cardiochirurgia pediatrica alla Corte dei Conti. E poi vedremo se non c’è danno erariale. Io credo che il danno procurato dalla Regione ci sia…». «La politica palermitana – ha dichiarato il capogruppo del Pd, Piero Benigni – deve capire che la Sicilia orientale e’ il cuore dell’economia siciliana. Tra marzo e novembre Taormina aumenta la sua popolazione di circa Un milione di persone, altre 700-800 mila presenze turistiche a Giardini e 340 mila a Letojanni. È un dato inequivocabile che non può essere sottaciuto. Ciò significa che si parla di 2 milioni di persone. Anche se qualche esponente del nostro partito a livello regionale e’ favorevole alla chiusura del Bambin Gesù, noi invece ci opporremo in ogni modo. Domani sera (venerdì, ndr) incontreremo a Messina, con tutti gli esponenti del Pd, l’assessore alla Salute e faremo presenti le istanze di questo territorio. Non si può far scomparire e mortificare quanto di buono sinora fatto nella sanità a Taormina. E poi cosa c’entra la questione dei pernottamenti? A Taormina chi viene per soggiorni inerenti motivi di salute non paga la tassa di soggiorno e le associazioni di categoria sono pronte a fare la propria parte per raggiungere degli accordi con il settore ospedaliero».

I macchinari. «A Palermo – ha dichiarato il consigliere Eugenio Raneri – non sono neppure pronti per avviare la Cardiochirurgia. Vogliamo per caso chiudere a Taormina e aspettare chi e cosa? Noi dobbiamo chiedere alla Corte dei Conti di fare una indagine approfondita su questa vicenda. Le sale operatorie con macchinari costate milioni di euro le dovremo per caso cestinare? Di certo quei macchinari non potranno essere spediti su un carrettino per spedirle a Palermo. Il governo regionale deve affrontare in maniera civile la questione, senza fughe in avanti e giochi politici. È il momento di aprire un tavolo a Palermo e chiarire le idee che questa zona necessità delle dovute attenzioni. O la Regione si mette in testa che deve discutere e interloquire con noi dandoci il dovuto rispetto o non ci siamo. Lo abbiamo visto come ci trattano, basta vedere i casi del Teatro Antico e di Taormina Arte e Isola Bella. Una delegazione deve andare a Palermo a trattare il problema dell’ospedale».

Gli investimenti fatti. «Siamo di fronte – ha affermato il consigliere Nunzio Corvaia – a un investimento da 11 milioni e mezzo e poi 5 milioni sono stati spesi per i macchinari. Siamo stati scettici sul Bambin Gesù anche perché vale sempre la pena ricordare che la cardiochirurgia a Taormina l’ha portata avanti in precedenza il prof. Mignosa. Qui però adesso la Cardiochirurgia pediatrica ha assunto un ruolo di rilievo ed anche di supporto ad altri reparti. C’è una struttura, il Bambin Gesu, che va difesa e va difeso tutto il nostro ospedale con i vari reparti che hanno difficoltà. Non vengano a dirci che esiste un problema di ospitalità dei genitori, perché questo discorso non esiste. Concordo sul fatto che ci siano i presupposti per un danno erariale».

In difesa dei bambini. «Stiamo parlando di bambini, non di adulti – ha detto il consigliere Carmelo Leonardi -. Non si può scherzare e vorrei sapere dove sono i deputati. Gli onorevoli in carica cosa stanno facendo? Non si tratta di fare una questione politica e nemmeno di partiti perché sulla sanità bisognerebbe fare fronte comune e lottare insieme, sempre e comunque. Ma in Sicilia ormai sappiamo che purtroppo governa Crocetta. Mi auguro che il sindaco e la delegazione che andrà a Palermo riescano ad ottenere un risultato risolutivo».

Giochi di potere. «Mesi fa evidenziai con un mio intervento i problemi non solo della Cardiochirurgia ma anche di altri reparti – il consigliere Pinuccio Composto -, poi dopo quel mio grido d’allarme è stato fatto un incontro in Comune alla presenza di politici e dirigenti per affrontare la questione; ma i problemi sono ancora lì e sono irrisolti. Ortopedia e dipartimento immagine sono in sofferenza e non possono ben operare e io lo dissi diversi mesi fa. È chiaro che sulla Cardiochirurgia ci sono altri giochi sotto, non so quali ma ci sono. Ed è del tutto evidente che smantellare e spostare una intera struttura portandola a Palermo determinerebbe costi esorbitanti e l’utenza si sosterebbe per la gran parte a Roma. Senza i bambini della cardiochirurgia si rischia di abbassare il numero di bambini del punto nascita e la conseguente chiusura anche di quella unità. Ecco perché l’urlo deve riguardare l’intero ospedale. Anni fa siamo andati a gridare a Palermo per mantenere l’Emodinamica e siamo riusciti a farla rimanere qui. Bisogna muoversi subito, attivarsi prima del 12 giugno e bisogna stare molto attenti alle promesse e alle rassicurazioni della Regione, perché poi quei signori non ne azzeccano nemmeno una. Per noi una questione di tutela delle vite, per loro a Palermo invece è un fatto di potere. Crocetta e’ venuto qui a prometterci il casino’ e ora noi diciamo che il casino’ non lo vogliamo e che anzi in cambio chiediamo ci venga lasciato l’ospedale».

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