On. Beppe Picciolo
On. Beppe Picciolo

«La partita non è affatto chiusa. Ci sono ancora i margini per tenere aperto il Centro di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina. Serve il buon senso della politica e bisogna prendere una volta per tutte coscienza che è questa la sede idonea per continuare a curare i pazienti». Lo ha dichiarato l’on. Beppe Picciolo, componente della Commissione Sanità che nei giorni scorsi ha effettuato un’ispezione al “San Vincenzo” di Taormina nella qualità di rappresentante della Commissione d’indagine conoscitiva sulla Sanità convenzionata in Sicilia.

Oltre i campanilismi. «In questo momento – afferma l’on. Picciolo – ritengo sia necessario, prima di ogni altra cosa, andare oltre il campanilismo e far valere i fatti concreti, i presupposti in base ai quali il Centro di Cardiochirurgia pediatrica va confermato nella sua attuale sede a Taormina. Il rischio concreto ed imminente al quale si sta andando incontro è quello di andare a trasferire la Cardiochirurgia pediatrica a Palermo in una struttura attualmente non pronta ad accogliere l’utenza, sia in termini di risorse umane sia in termini strutturali. Oggi non esistono le condizioni per far entrare in attività la Cardiochirurgia pediatrica a Palermo il 12 giugno, ed è un fatto incontestabile. Nei prossimi giorni verrà analizzata la documentazione raccolta in audizione della scorsa settimana all’ospedale di Taormina, nel corso dell’ispezione che abbiamo effettuato col collega on. Lombardo a nome della Commissione d’indagine conoscitiva sulla Sanità convenzionata in Sicilia. La Commissione dovrà rendersi conto adesso sulla situazione, alla luce di quanto affermato dal dott. Gaetano Sirna (manager Asp Messina) e dal sindaco Eligio Giardina, ma soprattutto verrà chiesto all’assessore alla Salute ed ai dirigenti di far luce sullo stato delle cose».

Rischio di migrazione verso il nord. «La premessa di ogni ragionamento, a mio avviso, è che Palermo attualmente, e lo ripeto, non è nelle condizioni di ospitare nulla. Va precisato che il Centro di Cardiochirurgia pediatrica al momento allocato a Taormina non andrebbe a “Villa Sofia Cervello”, come a suo tempo si indicava nella convenzione stipulata cinque anni fa ma verrebbe allocata provvisoriamente come soluzione prettamente transitoria all’Ismep. La chiusura del Centro a Taormina potrebbe determinare una notevole perdita di pazienti e una enorme mobilità passiva verso Genova, Roma, Milano e Bologna, invertendo il trend positivo dei flussi che in questi anni recenti hanno visto sempre più pazienti di altre Regioni arrivare a Taormina e quindi in Sicilia. La prospettiva, certamente infelice, è quella di effettuare un salto nel buio. A mio avviso, però. ci sono ancora possibilità per ribaltare l’esito della vicenda. Anche i vertici dell’Ismep hanno riferito che la Cardiochirurgia pediatrica in ogni caso non potrà essere pronta a giugno per accettare i neonati».

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