Taormina, Ospedale San Vincenzo
Taormina, Ospedale San Vincenzo

“Notizie sulla delocalizzazione e gestione della Cardiochirurgia pediatrica regionale”, è l’oggetto dell’interpellanza presentata da tre deputati regionali che hanno chiesto, con atto a firma congiunta, al presidente della Regione Rosario Crocetta e all’assessore alla Salute Baldo Gucciardi di “trasferire immediatamente le attività di Cardiochirurgia pediatrica” (e per il “Guch”) da Taormina all’Ismett di Palermo. I deputati che hanno assunto questa iniziativa il 19 febbraio scorso sono Salvatore Cordaro (nato a Palermo, eletto nel Collegio di Palermo, componente della Commissione Statuto), Roberto Saverio Clemente (nato a Palermo, eletto nel Collegio di Palermo, componente della Commissione Bilancio e Programmazione) e Giuseppe Gennuso (nato a Rosolini, eletto nel Collegio di Siracusa, componente della Commissione Ambiente e Territorio).

La richiesta. Ecco il testo integrale del documento – primo firmatario l’on. Cordaro – con il quale viene richiesto il trasferimento immediato a Palermo del Centro di Cardiochirurgia pediatrica attualmente ubicato a Taormina. «Al Presidente della Regione e all’Assessore per la salute, premesso che: a tutt’oggi l’annoso problema dell’assistenza di III livello per i bimbi ed i giovani cardiopatici siciliani risulta irrisolto a seguito di inadeguate decisioni intraprese negli ultimi anni che costringono l’intera popolazione siciliana ad emigrare verso altre strutture ospedaliere italiane o estere per le cure delle patologie congenite cardiache in età pediatrica e dei pazienti adulti/Guch dopo i 18 anni; sin dall’anno 2010 sono stati pubblicati diversi atti ufficiali per la riorganizzazione dell’assistenza cardiologica pediatrica in cui si prevedeva la realizzazione del Centro di III livello a Palermo presso la costruenda struttura di assistenza pediatrica, originariamente Cemi ed attualmente Ismep».

Premesse. “Con D.A. 1188 del 3 maggio 2010, l’Assessore regionale per la salute pro tempore, dott.ssa Lucia Borsellino, ha individuato come sede della cardiochirurgia pediatrica l’Ospedale “San Vincenzo” di Taormina definendola “temporanea”, affidando in convenzione la gestione delle attività cliniche all’ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma in attesa, come poi ribadito con successivo decreto del 15 dicembre 2014 pubblicato sulla GURS del 2 gennaio 2015, che le attività venissero trasferite presso l’istituto Mediterraneo di Eccellenza Pediatrica (Ismep) che sarà gestito dall’Azienda Arnas/Civico di Palermo”;

Le motivazioni. «L’Ospedale di Taormina è un presidio territoriale privo di assistenza pediatrica specialistica privo pertanto dei requisiti per la gestione di un reparto di alta complessità assistenziale di III livello, essendo lo stesso nosocomio carente dei servizi di neonatologia con UTIN, di chirurgia plastica, di neuropsichiatria infantile e di tanti altri reparti inscindibili e necessari per l’assistenza ad un piccolo paziente, spesso, plurimalformato; i costi sin qui sostenuti dalla Regione per un servizio non certamente all’altezza delle dovute garanzie medico sanitarie, ha raggiunto cifre insostenibili; considerato che: la scelta di Taormina è apparsa sin da subito come illogica sia per la collocazione geografica, sia per i costi sostenuti dalle famiglie dei piccoli ricoverati per soggiornare oltre all’insolito fatto registrato con l’arrivo dello staff del Bambino Gesù che ha visto il contestuale allontanamento di tutte le figure professionali più esperte che già operavano appunto a Taormina ed a Palermo».

Mancanza di requisiti. «L’assistenza di III livello agli adulti con cardiopatia congenita, riconosciuta con la sigla internazionale – Guch (growing up congenital heart) è stata azzerata, a fronte di un’utenza accertata in Sicilia di oltre 12.000 pazienti, la metà dei quali presenta patologie di complessità medio/grave e che secondo le linee guida internazionali necessitano di un regolare follow-up presso centri altamente specializzati. Non risulta che ad oggi sia stato effettivamente verificato il raggiungimento degli obiettivi, fase propedeutica fondamentale prima di assumere la decisione di proseguire l’esperienza; probabilmente il mancato raggiungimento degli obiettivi sta alla base della decisione assunta dall’Asp di Messina di non versare mai l’ultimo trimestre di ogni anno; La chiusura del reparto di Palermo e l’indisponibilità di quello di Taormina ad occuparsi delle problematiche dei Guch hanno di fatto azzerato la specifica assistenza obbligando i pazienti e le loro famiglie a rivolgersi fuori dalla Sicilia e generando inevitabilmente rischi nei casi in cui necessiti un intervento d’urgenza».

Viaggi della speranza in aumento. «L’obiettivo della convenzione con l’ospedale Bambino Gesù era quello di annullare la migrazione sanitaria e che tale risultato è ben lontano dall’essere stato raggiunto, infatti molti pazienti dopo aver ricevuto assistenza medica a Taormina, hanno successivamente preferito rivolgersi ad altri ospedali e nel tempo sono aumentati i cosiddetti viaggi della speranza»; «Si rileva che: appare non più rinviabile riportare a Palermo l’attività Cardiochirurgia pediatrica, anche in relazione al fatto che è l’area metropolitana siciliana ove avvengono il maggior numero di parti (circa 14.000/anno quasi un terzo del totale regionale); ogni anno in Sicilia nascono circa 500 bambini con cardiopatie congenite di diverse entità, di cui oltre un terzo devono essere sottoposti a procedure chirurgiche o interventistiche entro il prima anno di vita, mentre il 15% in epoca neonatale, e che pertanto la vicinanza ed i collegamenti fra il centro nascita ed il centro di assistenza cardiologica di III livello sono degli elementi che hanno un peso significativo ed inscindibile in un contesto di emergenza/urgenza».

Il trasferimento. «Si interpella il presidente della Regione e l’assessore alla Salute per conoscere: se non reputino opportuno ripristinare i servizi sanitari pediatrici tali da assicurare il diritto alla salute anche nelle condizioni emergenziali, annullando quello che era un criterio “temporaneo” di delocalizzazione della cardiochirurgia pediatrica e che invece ad oggi sembra essere diventato definitivo»; «Si interpella il presidente della Regione e l’assessore alla Salute per conoscere se non appaia più idoneo trasferire immediatamente le attività di cardiochirurgia pediatrica e per il Guch all’Ismett di Palermo, anche in relazione della già presente cardiochirurgia e dell’ampliamento di attività in partnership con l’ospedale Civico di Palermo in funzione del progetto “centro cuore”, e non in ultimo della già consolidata ed innegabile esperienza nel trattamento dei pazienti pediatrici bisognevoli di trapianto di fegato, rene e polmone».

Accusa di superficialità. «Si interpella il presidente della Regione e l’assessore alla Salute per conoscere quali siano le ragioni per cui non si è proceduto ad una valutazione dell’operato svolto prima di proseguire l’esperienza con l’ospedale Bambino Gesù e come si possa giustificare il fatto che lo stesso ospedale non abbia mai chiesto il saldo di ogni anno di attività; come si possa giustificare che in un centro di cardiochirurgia un’organizzazione sanitaria possa restare per cinque anni in maniera permanente e residenziale; perché le opere di ristrutturazione e/o di nuova istallazione (sala ibrida, Rmn, etc) dopo cinque anni non sono state ancora collaudate e l’ospedale Bambino Gesù ne chiede il pagamento».

Taormina non all’ altezza. Dunque, ricapitolando, nell’interpellanza parlamentare si legge che «l’Ospedale di Taormina è un presidio territoriale privo di assistenza pediatrica specialistica e privo pertanto dei requisiti per la gestione di un reparto di alta complessità assistenziale di III livello», la Cardiochirurgia pediatrica sinora attiva a Taormina è «un servizio non certamente all’altezza delle dovute garanzie medico sanitarie». Ed inoltre, che «la scelta di Taormina è apparsa sin da subito come illogica sia per la collocazione geografica, sia per i costi sostenuti dalle famiglie dei piccoli ricoverati per soggiornare», ed inoltre «l’obiettivo della convenzione con l’ospedale Bambino Gesù era quello di annullare la migrazione sanitaria e tale risultato è ben lontano dall’essere stato raggiunto».

Eppure, a quanto risulta dai numeri del “Bambin Gesù”, a Taormina si è sin qui registrato il 20% di mobilità attiva extraregionale, con 3 mila ricoveri, oltre 800 interventi chirurgici eseguiti, 2300 pazienti trattati tra emodinamica ed interventistica, e 60 pazienti operati in Neonatologie esterne nel territorio di Sicilia e Calabria. Ma forse non è neppure un requisito abbastanza importante la presenza a Taormina di strutture come un Laboratorio di Emodinamica per procedure ibride da ritenere all’avanguardia assoluta in campo nazionale ed attrezzature costate tra i 2 e 4 milioni di euro. Ma sul presidio ospedaliero “territoriale” – cosi definito – di Taormina, forse può essere pure utile ricordare che con i suoi vari reparti può vantare una mobilità attiva pari a circa 18 milioni di euro. Tuttavia, secondo l’interpellanza «appare non più rinviabile riportare a Palermo l’attività Cardiochirurgia pediatrica».

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