Franco Ortolani, ordinario di Geologia presso l’Università Federico II di Napoli
Franco Ortolani, ordinario di Geologia presso l’Università Federico II di Napoli

Taormina e Isola Bella protagoniste di uno speciale su Rai3 nel corso di “Fuori Tg”, lo spazio di approfondimento del Tg3 in diretta tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle 12.25 a cura di Massimo Angius. L’interessante spazio televisivo dedicato alla Perla dello Jonio è andato in onda lunedi mattina.

Ortolani ospite. In nessun altro paesaggio come quello costiero gli equilibri ambientali sono stati così pesantemente stravolti dall’azione dell’uomo. L’erosione delle spiagge e dei litorali non solo mette a rischio la vita di chi abita nelle zone di mare, ma danneggia anche le attività economiche che vi si svolgono. Nonostante la presa di coscienza da parte dell’opinione pubblica, il fenomeno non accenna a diminuire. Di questo tema si è parlato nelle scorse ore a “Fuori Tg”, alla presenza del geologo Franco Ortolani, esperto del Comune di Taormina per le problematiche geoambientali che nei giorni scorsi ha rilasciato una lunga intervista a “Taormina Today”.

Erosione delle spiagge. Al programma sulla Tv di Stato, condotto da Maria Rosaria De Medici, ha preso parte anche il direttore generale di WWF Italia, Gaetano Benedetto.«Le spiagge sono costituite da sedimenti – ha spiegato Ortolani – che nei secolo scorsi sono stati trasportati a mare dai corsi d’acqua che però ormai da 150 anni circa non trasportano più quello che è necessario per il mantenimento dei litorali, anche per le temperature ambientali variate, e la conseguenza è che purtroppo si determina l’erosione delle spiagge. Per cui, a questo punto, va fatta una scelta e decidere se rimanere ad assistere o se, invece, attuare opere mirate di ripascimento. Siamo di fronte ad un fenomeno irreversibile».

«Nelle spiagge di grande pregio ambientale e di rilievo socio-economico come Isola Bella a Taormina – continua Ortolani – si può intervenire aiutando la natura a mantenere la spiaggia ed effettuare un restauro morfologico con sedimenti simili a quelli esistenti come quaranta anni fa. La linea ferrovia, oltretutto, ha abbruttito Isola Bella con blocchi di calcestruzzo. Si può sia recuperare la spiaggia nell’aspetto originaria sia anche rivedere l’assetto visivo per ridare una nuova immagine alla Riserva naturale. Il cambiamento climatico sta profondo modificando lo stato dei luoghi – evidenzia l’esperto – e gli amministratori devono restaurare i monumenti naturali così come lo si fa con le opere d’autore: è un concetto fondamentale e una sfida da intraprendere, che diventa ancora più importante in un contesto come Taormina che vive di turismo».

© Riproduzione Riservata

Commenti