Una sala operatoria dell'Ospedale San Vincenzo di Taormina
Una sala operatoria dell'Ospedale San Vincenzo di Taormina

Si infiamma lo scontro sulla prevista chiusura del Centro di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina e la contesa potrebbe presto finire nelle aule di tribunale. All’indomani della protesta in ospedale che ha visto incatenarsi in contrada Sirina una delegazione di consiglieri comunali e amministratori del comprensorio, il presidente del Consiglio comunale di Taormina, Antonio D’Aveni alza i toni della contesa con la Regione e preannuncia un esposto alla Corte dei Conti.

Oltre la protesta. «Evidentemente non abbiamo nessuna intenzione di fermarci alla simbolica protesta di lunedì scorso – afferma D’Aveni – e già nella seduta di Consiglio comunale di giovedì sera affronteremo con un ordine del giorno urgente la questione della chiusura del “Bambin Gesù” di Taormina e del paventato depotenziamento dei reparti dl “San Vincenzo”. In quella circostanza – continua D’Aveni – proporrò al Consiglio di Taormina, come poi andrà valutato con quelli degli altri Comuni, l’opportunità di procedere contro la soppressione del Centro di Cardiochirurgia Pediatrica “Bambin Gesù” con un esposto mi confronti della Regione. Stiamo parlando del serio rischio che questa chiusura assurda e immotivata, oltre che lasciare nel dramma i bambini e le famiglie, possa determinare un danno erariale. Ricordiamoci e ricordiamo al Governo Regionale che per attivare e far funzionare sino a questo momento a Taormina il Centro di Cardiochirurgia pediatrica sono stati spesi 11 milioni e mezzo di euro».

Strutture d’eccellenza. «Inoltre – aggiunge D’Aveni – all’interno del Centro di Taormina si trovano attrezzature di ultima generazione, talmente moderne da rappresentare un unicum nella sanità al Sud e in intero ambito nazionale . Parliamo si attrezzature costate cifre astronomiche, con un valore stimato tra i circa 2 e 4 milioni di euro. La Regione intende smontare questo Centro nonostante sia eccellenza e nonostante numeri di altissima produttività ma soprattutto a dispetto di esorbitanti risorse finanziarie spese per sostenere il funzionamento del Centro».

I dubbi dei genitori. «La mia domanda – fa eco il portavoce dei familiari dei piccoli pazienti della Cardiochirurgia pediatrica di Taormina, Caterina Rizzo – non è cambiata e attende ancora una risposta dalla Regione. Quindi se come il presidente Crocetta afferma il 12 giugno avverrà la chiusura a Taormins, i pazienti ricoverati, quelli dei controlli e le urgenze della Sicilia e della Calabria chi li curera’ e chi pagherà? Li curerà Roma e pagherà la Sicilia? La mia richiesta a Crocetta e’ di affrettarsi a desistere dal tentativo di sopprimere la Cardiochirurgia pediatrica di Taormina e di lasciare qui il reparto non per un fatto campanilistico ma di presa di coscienza dell’eccellenza presente in questa struttura».

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