Taormina. Appartamento confiscato alla mafia passa al Comune

Si tratta di un locale valutato 500 mila euro e che faceva parte dei 260 beni confiscati ad un imprenditore calabrese considerato il "Re dei videopoker"

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Un bene sequestrato alla criminalità adesso entra nei beni indisponibili del Comune. L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata, dopo la manifestazione di interesse effettuata da Palazzo dei Giurati, ha infatti affidato all’ente locale un appartamentino ubicato in contrada Mazzarò-Spisone, Condominio Villa Elisa, valutato 500 mila euro che fa parte dei 260 beni definitivamente confiscati ad un imprenditore calabrese considerato il “Re dei videopoker” ed a suo tempo proprietario di un patrimonio, il cui valore stimato ammonta ad oltre 330 milioni di euro, comprendente patrimonio aziendale e relativi beni di tre società ed immobili appunto che oltre a Taormina erano siti a Reggio Calabria (240 unità immobiliari sparse in città), Roma, Milano e Parigi.

Avviato l’iter di acquisizione. Adesso la casa municipale, visto che l’immobile si trova all’interno di un condominio utilizzato dai nuclei familiari per vacanze estive, dovrà destinarlo a fini di lucro con reimpiego dei relativi proventi esclusivamente per finalità sociali «attivando le procedure previste per la locazione dell’immobile conformando tale attività ai principi di pubblicità, trasparenza e libera concorrenza». La Giunta comunale ha preso atto della proposta della speciale agenzia che si occupa di tale settore, dando mandato al responsabile comunale del settore Patrimonio, Cettina Bucalo, di porre in essere tutti gli atti e le procedure finalizzate a tale acquisizione ed alla destinazione d’uso, alle attività di trascrizione presso la conservatoria dei registri immobiliari alla presa in carico degli immobili e per ogni adempimento successivo, compresa la predisposizione degli avvisi di gara per la locazione dell’immobile mediante procedura ad evidenza pubblica nei limiti e con le modalità che lo stesso funzionario riterrà opportuno porre in essere.

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