Sindrome rino-bronchiale

La principale funzione delle vie aeree superiori è quella di permettere il corretto transito dell’aria verso i tratti distali dell’albero respiratorio, ovvero bronchi e polmoni. Per una corretta funzionalità della mucosa nasale sono necessari il buon drenaggio delle secrezioni e la ventilazione, che richiede adeguato spazio respiratorio a livello dei turbinati nasali. Il meccanismo delle malattie del naso e dei seni paranasali è secondario a tutta una serie di cause dipendenti dall’alterazione dei meccanismi fisiologici di difesa delle alte vie respiratorie. Esse possono essere in stretta correlazione tra di loro innescando, pertanto, meccanismi di reciproco mantenimento e progressione in senso patologico, sono responsabili dell’insorgere e dell’instaurarsi di patologie acute ad andamento ricorrente e recidivante che frequentemente assumono caratteri di cronicità. Le cause primitive rinosinusali consistono in alterazioni anatomiche e funzionali, così come in alterazioni del passaggio d’aria, della capacità di smaltire le secrezioni, dell’ecosistema immunitario associato alla mucosa nasale. L’adeguata correzione di queste alterazioni sta alla base del nuovo approccio terapeutico conservativo ossia nella decongestione dei turbinati nasali e nel trattamento chirurgico della poliposi nasali mediante tecnologia laser. Le temporanee o persistenti alterazioni funzionali del naso e dei seni paranasali, come l’ipertrofia dei turbinati inferiori e la poliposi nasale, sono un grave fattore che interferisce con la fisiologica funzionalità nasale determinando alterazione del sistema di drenaggio e ventilazione di tali strutture favorendo lo sviluppo di altre malattie come l’asma e altri sintomi rino-bronchiali. In corso di processi infiammatori acuti si osserva una riduzione delle cellule di rivestimento della mucosa nasale, con conseguente difficoltoso drenaggio verso l’esterno e ristagno di secrezioni catarrali fino alla gola, inducendo una ulteriore alterazione dell’ecosistema nasale e offrendo migliori condizioni per la sopravvivenza di virus e batteri. La risposta immunitari in questi casi amplificata può determinare il rischio di cronicizzazione o l’insorgenza di meccanismi di iperreattività nasale.

L’insorgenza dell’iperreattività nasale è favorita sia dalla posizione del naso nei confronti dell’ambiente esterno, a contatto con condizioni di varia natura, quali polveri, sbalzi termici, umidità, fumo di sigaretta e allergeni potenzialmente capaci di provocare una abnorme reazione immunitaria specifica od aspecifica, sia dalla predisposizione genetica del soggetto. Questi stimoli possono agire sia direttamente sui ricettori della mucosa nasale, sia inducendo modificazioni aspecifiche nei tessuti che rivestono le cavità nasali stesse. Nel caso in cui vi sia un ristagno di secrezioni, una quantità sempre maggiore di sostanze come acari della polvere, muffe e pollini viene a contatto con le cellule della mucosa, provocando una reazione infiammatoria cronica determinando insorgenza di polipi nasali, sinusite cronica, rinite con ipertrofia dei turbinati e sintomi consequenziali a livello delle basse vie aeree. Quindi la sindrome rino-bronchiale è dovuta al passaggio di muco carico di batteri dalla cavità nasale alla faringe e alla trachea, attraverso le quali vengono raggiunti i bronchi. L’infiammazione segue un percorso dall’alto verso il basso, ossia dal naso ai bronchi e viene vissuta generalmente dal paziente come un continuo formarsi di muco con la successiva necessità di espellerlo. L’infiammazione ai bronchi genererà poi una tosse frequente e stizzosa che, insieme allo scolo di muco, rappresenta la caratteristica della sindrome oltre alla difficoltà respiratoria nasale.

Nel caso della poliposi nasale responsabile della sindrome rino-bronchiale l’otorinolaringoiatra dovrebbe affrontare con meticolosità tale malattia approcciandosi al paziente studiandolo nella sua interezza. È importante raccogliere informazioni riguardo lo stile di vita del paziente, eventuali allergie respiratorie, alimentari o da contatto, intolleranza o allergia ai FANS, alterazione del metabolismo dell’acido arachidonico e infine eventuali interferenze di terapie assunte in atto per altre patologie. La terapia della poliposi nasale è pressoché esclusivamente chirurgica, ad eccezione delle fasi iniziali della formazione dei polipi, in cui una valida terapia antiinfiammatoria e decongestionante, può dare risultati. I polipi di maggiori dimensioni raramente regrediscono completamente con la terapia farmacologica, per cui dopo un periodo di tempo variabile tornano a produrre la sintomatologia. Oggi l’intervento chirurgico per l’asportazione dei polipi nasali diventa mini-invasivo ed eseguito in anestesia locale mediante l’utilizzo di micro frantumatori-aspiratori nasali, come debrider o shaver, strumenti innovativi e tecnologicamente avanzati che permettono di eseguire la chirurgia mini-invasiva. Attualmente presso la nostra clinica la quasi totalità degli interventi chirurgici è effettuata con tecniche di chirurgia mini-invasiva utilizzando una serie di presidi ottici che bene si combinano con l’utilizzo di micro frantumatori o apparecchi laser o radiofrequenza riducendo notevolmente il disagio post-operatorio del paziente. Attualmente infatti una validissima alternativa agli interventi tradizionali è rappresentata appunto dalla Laser Chirurgia, tecnica moderna, semplice, rapida e indolore. Si esegue in regime ambulatoriale, in anestesia locale di contatto (utilizzando uno spray anestetico, senza iniezioni), utilizzando una fibra laser di ultima generazione che inizialmente apre in due la formazione polipoide ne vaporizza successivamente il contenuto acquoso e in seguito permette di asportare i residui del polipo stesso. Il paziente viene dimesso immediatamente senza la necessità dell’apposizione di tamponi nasali e potrà immediatamente ritornare a svolgere le normali mansioni quotidiane.

Dal punto di vista prognostico, i polipi nasali rappresentano una patologia che ha una pessima reputazione tra la popolazione per la sua fama, di essere incurabile e che gli interventi siano sempre e soltanto palliativi, infatti, come già detto la poliposi nasale, ha una spiccata tendenza a recidivare e a richiedere ripetuti interventi chirurgici. Allo stato attuale siamo in grado di ridurre e molto spesso azzerare la percentuale di recidiva della poliposi nasale mettendo in atto una innovativa metodica medico-chirurgica, apponendo sotto visione endoscopica delle “schiume vegetali” a livello della bulla etmoidale e successiva infiltrazione di quest’ultime con farmaci antiedemigeni. Si tratterebbe quindi di un vero e proprio follow-up post-chirurgico che prevede, dopo avere eseguito un’accurata chirurgia endoscopica laser assistita che risani i focolai di patologia, di sottoporre il paziente a tale trattamento indolore della durata di pochi minuti a distanza di circa quattro mesi dall’intervento chirurgico mini-invasivo in modo da prevenire l’infiammazione e l’edema della mucosa nasale e quindi la recidiva della poliposi nasale. Presso la nostra clinica infatti da due anni i pazienti sottoposti ad intervento chirurgico per polipectomia nasale con tecniche mini-invasive, senza apposizione di tamponi nasali, vengono inseriti successivamente in questo programma di follow-up con cadenza periodica stabilita.

È necessario che il paziente comprenda che la poliposi nasale è una patologia curabile ma infida e per tale ragione bisogna che dopo il trattamento chirurgico si sottoponga a protocolli terapeutici locali utilizzando farmaci antiedemigeni non necessariamente cortisonici per periodi di tempo ben stabiliti, a trattamenti desensibilizzanti nel caso di allergie respiratorie certificate, a una correzione delle patologie concomitanti e a regolari controlli per intercettare in fase precoce un inizio di recidiva e bloccarla con le cure specifiche del caso.

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