Orazio Farina
Orazio Farina

Accanto agli amministratori nella protesta al “San Vincenzo” di Taormina anche e soprattutto i genitori dei pazienti ricoverati nel Centro di Cardiochirurgia Pediatrica di contrada Sirina.

Toni duri. «Non si fa politica con i bambini – ha detto il signor Orazio Farina -. Il Governo regionale si prenda tutte le responsabilità di quello che sta facendo con questa volontà incomprensibile e inaccettabile di sopprimere la Cardiochirurgia pediatrica del “San Vincenzo”. Taormina è un Centro di autentica eccellenza e ha fatto cose straordinarie in questi anni. Lo voglio ripetere con tanto cuore, da papà che è molto preoccupato: nessuno faccia politica con la vita dei bambini. Chiediamo, anzi, che venga dato sostegno a questa struttura, che ha salvato la vita a tantissimi bambini. Sono un padre e ho un figlio di 3 anni e mezzo che da qualche giorno entra ed esce dalla sala operatoria. Parlo col cuore in mano e chiedo alla politica di aiutarci e di non chiudere il Centro di Taormina. Siamo arrabbiati e non consentiremo questa chiusura».

Futuro incerto. E nella mattinata di lunedì si è incatenata anche l’indomita portavoce dei piccoli pazienti della Cardiochirurgia pediatrica di Taormina, Caterina Rizzo, donna divenuta ormai il simbolo della battaglia per salvare il Centro taorminese. «Vogliamo chiedere al presidente Crocetta e lo ribadiamo ancora una volta – ha detto la signora Rizzo – cosa accadrà qui il 12 giugno con la chiusura della Cardiochirurgia pediatrica di Taormina. Se ci sarà un caso di emergenza-urgenza dove potremo portare i nostri figli? Sinora non ci è stato assegnato nessun centro alternativo. Come associazione dei genitori noi comunichiamo al presidente Crocetta che, qualora dovesse accadere qualcosa ai nostri figli dal 12 giugno, chiameremo in causa il Governo regionale».

Battagli ad oltranza. La crociata, dunque, entra nel vivo, il 12 giugno è una data che si avvicina e incombe come una spada di Damocle ma a Taormina e nei Comuni dell’hinterland nessuno ha voglia di rassegnarsi alla chiusura. La volontà che unisce, sempre di più, tanta gente comune e gli amministratori è quella di provare a ribaltare le sorti di questa drammatica vicenda.

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