Caterina Rizzo
Caterina Rizzo

«In attesa della presa di posizione congiunta anche da parte delle amministrazioni locali, noi siamo qui e la nostra crociata è già iniziata. Ora le Istituzioni del territorio devono fare la propria parte». Lo ha dichiarato Caterina Rizzo, portavoce dei familiari dei piccoli pazienti del Centro di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina. Questa donna di rara caparbietà è diventata il simbolo della battaglia contro la prevista chiusura del “Bambino Gesù” attualmente ubicato all’interno del presidio ospedaliero “San Vincenzo” di contrada Sirina.

La disperazione dei genitori. «Se la Regione non rinnoverà la convenzione che scade il 10 giugno – afferma Caterina Rizzo -, giorno 11 giugno, nel malaugurato caso ci sia un’ emergenza/urgenza, dove porteremo i nostri figli? A tutti i piccoli pazienti ricoverati in Tic cosa diremo, anzi cosa dirà la politica regionale? “Scusa ma la convenzione è scaduta, devo staccarti le pompe e i cateteri e ti sbatto in strada”». «Ma prima di dire o fare – conclude Rizzo – i signori politici ci hanno garantito per caso un presidio dove saranno in grado di affrontare e capire le problematiche di un cardiopatico congenito?».

La lettera alle istituzioni. Altri cittadini si schierano sulla stessa posizione di Caterina Rizzo. E’ il caso del signor Lucio Paone, che ha così inviato una nota ai vertici della Regione.«Spett. Presidente della Regione Sicilia, nella persona di Rosario Crocetta, Spett Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana XVI Legislatura, nella persona di Giovanni Ardizzone, Spett. Assessore regionale della Salute, nella persona di Baldassare Gucciardi, Spett Commissione di indagine sulla Sanità convenzionata in Sicilia, volete cortesemente relazionare sulle motivazioni che inducono allo stato di incertezza sul futuro del Centro di Cardiochirurgia Pediatrica dell’ospedale San Vincenzo di Taormina, testimoniato da tanti come eccellenza indiscutibile. Siamo oltre 250 cittadini siciliani curiosi di conoscere le motivazioni dettagliate, sintetiche ed esaustive direttamente dalle persone responsabili del servizio. Restando in attesa dei chiarimenti chiesti cogliamo l’occasione per porgere buon lavoro e cordiali saluti. Duecentocinquanta siciliani».

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