Ospedale Taormina, reparto di cardiochirurgia pediatrica
Ospedale Taormina, reparto di cardiochirurgia pediatrica

Consiglieri comunali e amministratori dell’hinterland incatenati all’ospedale “San Vincenzo” di Taormina per dire “no” alla prevista chiusura del Centro di Cardiochirurgia Pediatrica “Bambin Gesù” e, di riflesso, anche “no” ai ripetuti tentativi di depotenziamento dei vari reparti del presidio taorminese.

Fronte comune. E’ la protesta organizzata per questa mattina in contrada Sirina, dove esponenti del Civico consesso di Taormina, Giardini Naxos, Letojanni e Castelmola, ma anche della Valle Alcantara, hanno deciso di darsi appuntamento per avviare la battaglia finalizzata a tentare il salvataggio in extremis del Centro d’eccellenza attivo da cinque anni nella città del Centauro. Dal 12 giugno il “Bambino Gesù” dovrebbe essere trasferito a Palermo e su questa decisione della Regione inizia a farsi rovente il clima e la protesta contro il Governo Crocetta.

L’appello. «Non consentiremo questo ennesimo scippo. Il Bambin Gesù non si tocca da Taormina. Oggi inizia la nostra azione di difesa sia della Cardiochirurgia pediatrica che di quei reparti dell’Ospedale oggetto di depotenziamento. Poi giovedì ne parleremo in Consiglio comunale. Ora basta, siamo stufi», afferma il presidente del Consiglio di Taormina, Antonio D’Aveni che ha invitato i colleghi a prendere parte alla protesta odierna per far arrivare alla Regione un segnale forte sulla volontà delle Istituzioni e dei cittadini di questo territorio. «Noi saremo lì a difendere il prezioso reparto di Cardiochirurgia pediatrica Bambin Gesù. Invitiamo i cittadini ad unirsi a noi», hanno detto i consiglieri Alessandra Caltabiano e Liliana Tona.

Il pensiero dei consiglieri. «Non esiste nessun motivo per togliere il Centro di Cardiochirurgia pediatrica da Taormina – aggiunge il consigliere Nunzio Corvaia -. Faremo tutto il possibile per bloccare questo ulteriore tentativo della Regione di depredare non solo Taormina ma un intero comprensorio. Qui arrivano pazienti da tutta la Sicilia e dalla Calabria: attiveremo ogni iniziativa possibile per bloccare la chiusura del Centro di Taormina».
Parole dure sono state usate anche dal consigliere Carmelo Leonardi, secondo cui “La Regione vuole deportare da Taormina a Palermo il Centro di Cardiochirurgia pediatrica”.

Sforzi e tagli inutili. A poche settimane dalla prevista chiusura, entra quindi nel vivo la protesta e la mobilitazione per opporsi alla decisione del Governo regionale di spostare a Palermo il “Bambin Gesù”. Il trasferimento era stato, in effetti, preventivato all’atto della firma della convenzione che a suo tempo ha consentito l’avvio della struttura a Taormina. Ma dopo cinque anni e dopo 11 milioni e mezzo di euro spesi per allestire il Centro a Taormina, appare assolutamente chiaro che il quadro della situazione non può essere considerato lo stesso del 2010. E’ stata anche predisposta dall’Asp Messina la bozza della nuova convenzione che prevede un taglio del 65% sulle spese, con un decremento degli oneri da 5 milioni a 1, 2 mln (trattabili): cifre che verrebbero cosi pienamente incontro alle richieste di una rivisitazione dei costi per la struttura. Uno sforzo che, però, a quanto pare non sembra essere sufficiente – almeno per ora – a garantire la prosecuzione delle attività a Taormina.

La lotta delle famiglie. Chi ha già da tempo avviato la battaglia sono i genitori e familiari dei piccoli pazienti ricoverati e in cura a Taormina, di cui è portavoce Caterina Rizzo. La loro determinazione incrollabile per ottenere la permanenza del “Bambin Gesù” in contrada Sirina è l’esempio da cui partire per provare a dare vita a una crociata di buon senso. La speranza e la voglia di non mollare accompagna la gente del comprensorio taorminese in questa difficile impresa. Difficile ma forse non ancora impossibile.

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